Architettura italo-europea

È possibile oggi parlare di architettura europea? Siamo disposti a riconoscere all'architettura italiana, sia antica che moderna, un'identità propria? E in che modo questa può contribuire alla "costituzione" di un'identità architettonica europea?

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Fino all'800 la produzione architettonica mostrava d'essere europea, ma al tempo stesso si caratterizzava anche come italiana, francese, tedesca, spagnola_ Questa unità nella diversità rappresenta, ora come allora, l'unico antidoto alla omologazione architettonica.

Contro qualsiasi manhattanismo, postmodernismo e decostruttivismo, quindi, è convinzione dell'autore che l'identità dell'architettura europea vada cercata attraverso una progettualità dialettica fra recupero e innovazione, e che in questo l'architettura italiana, con la sua tradizione storiografica e progettuale, possa giocare un ruolo determinante.

Indice


Introduzione
Dopo Maastrict. L'architetto in Europa
Excursus sull'idea di restauro
Il dibattito sui centri storici
L'italianità dell'architettura italiana
Cultura del recupero e cultura dell'innovazione
Il contributo dell'Italia all'architettura europea

Franco Angeli editore

pp. 160,      1a edizione  2005   (Codice editore 286.2.2)

 

 

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dettagli
  • Cenni biografici:

    Renato De Fusco è professore ordinario di Storia dell'architettura presso l'Università di Napoli Federico II. Dal 1964 dirige la rivista Op. cit. di selezione della critica d'arte contemporanea. Premio Inarch per la rivista nel 1967, premio Inarch alla carriera nel 2001. Fra le sue numerose pubblicazioni si ricordano: L'idea di architettura (1964, 2003); Storia dell'architettura contemporanea (1974, 19976); Storia dell'arte contemporanea (1983, 19964); Storia del design (1985, 19976); Storia dell'arredamento (1985, 2004); Trattato di architettura (2001); Teorica di arredamento e design (2002).

bibliografia

L'immagine in questa pagina è di Sebastià Giralt