Le città del dialogo

Il 21 settembre 2010 si è tenuta a Reggio Emilia la seduta di insediamento e la sottoscrizione dell’Accordo di programma del Network di città italiane per la diffusione del dialogo interculturale, rete di città che collaborano sui temi dell'integrazione e delle politiche per l'immigrazione.
Di cosa si tratta? Quali inziative sono state messe in atto?

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Il 5-6 e 7 ottobre 2011, dopo il primo anno di attività e incontri, le città del network hanno organizzato un evento pubblico rivolto alle Amministrazioni publiche, a tecnici e politici avente come obiettivo lo scambio delle buone prassi relative a tre tematiche principali evidenziate fin dal primo incontro come linee guida per il dialogo interculturale e l'integrazione: apprendimento della lingua italiana, II° generazioni e mediazione culturale, linguistica e mediazione dei conflitti. 
Insieme a Reggio Emilia, al Network hanno aderito inzialmente Torino, Bari, Genova, Lodi, Campi Bisenzio, Savignano sul Rubicone, Fermo, Senigallia e Pompei, municipalità indicate dal Consiglio d’Europa tra le più impegnate sui temi del dialogo interculturale e della convivenza. Durante l'evento Scuola di Buone prassi, si sono aggiunte altre città che hanno espresso il bisogno di condividere e mettere al servizio di tutti le proprie esperienze: Milano, Ravenna, Casalecchio di Reno, Castelvetro di Modena, Arezzo, Fucecchio, Capannori, San Giuliano Terme, Venezia e Forlì.
Dalla primavera del 2012 il Consiglio d'Europa ha aperto una propria sede italiana nella città di Venezia.

La rete delle città italiane costituisce un luogo per definire concrete buone prassi di governance locali per migliorare il dialogo interculturale e la partecipazione dei migranti alla vita delle comunità.

L’assunto di partenza è che le città, oltre a gestire le diversità, possono trarre beneficio, anche economico, dal contributo in materia di imprenditorialità e innovazione da parte di immigrati e minoranze presenti nel proprio territorio.
Il programma delle città interculturali, promosso da Consiglio d’Europa e Commissione europea, aiuta concretamente le città a gestire i temi delle differenze tra culture, come è già avvenuto nelle realtà europee in cui il progetto viene attuato, dove da diversi anni si nota un notevole incremento della ricchezza e della qualità del vivere.

Il programma consente alle città aderenti di porsi come luoghi di sperimentazione di buone prassi e interlocutori attendibili nei confronti del Governo nazionale.
Il network aiuta le città a capitalizzare il vantaggio derivante dalla diversità culturale elaborando strategie trasversali tra gli ambienti istituzionali, mobilitando leader politici, funzionari comunali, esperti, il settore privato e la società civile verso un modello basato sulla convivenza e sull’interazione tra persone con un diverso retroterra etnico, religioso e linguistico.
Inoltre, favorisce la diffusione delle esperienze positive di convivenza, rispetto delle regole e senso di responsabilità istituzionale nel curare la presenza di cittadini di origine non italiana.

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note

Per maggiori informazioni sul programma europeo che sostiene questa iniziativa si può visitare il sito dedicato.