Campo della Cultura / Sezione terza
Sant’Agostino - Distretto della cultura

cap. 18

Il distretto identificato lega il tessuto che si sviluppa intorno al Palazzo dei Musei a quello intorno alla Chiesa di S. Maria Pomposa. Si compone di spazi culturali minuti, come piccole gallerie d’arte, rivenditori enogastronomici che ospitano giovani artisti, spazi per manifestazioni stagionali, mercati ed eventi puntuali, ma si compone anche delle massime sedi di istituzioni culturali cittadine affacciate su Piazzale Sant’Agostino, dai grandi musei all’Università: disegna un carattere urbano completo e unitario, che identifica un sistema di spazi pubblici urbani.

La ricerca ha preso in analisi gli elementi che compongono tale insieme e le loro relazioni.  
Largo Sant’Agostino è l’area in cui si sono concentrati alcuni tra gli interventi di maggior rilievo nell’ambito delle politiche di sviluppo urbano del ducato Estense nel XVIII secolo, e le continue trasformazioni da funzioni militari e assistenziali verso altre sempre più orientate alla formazione intellettuale e alla conservazione del patrimonio  storico e artistico cittadino hanno portato ad una rilevante concentrazione nell’area di Istituzioni culturali di primaria importanza.  Ai primi anni del ‘900 la ricerca documenta la presenza del sistema Porta-mura come elemento di chiara definizione  del nucleo cittadino e, in sua prossimità, un sistema di Istituzioni culturali ormai consolidato.
In occasione della demolizione delle mura furono proposti numerosi progetti, nessuno realizzato, che ripensavano l’articolarsi della città intorno a Largo Sant’Agostino, fino a giungere allo stato attuale con l’abbattimento della Porta tra il 1912 e il 1913 e la totale apertura della piazza verso ovest, in continuità con l’adiacente Largo Aldo Moro . La mancata risoluzione progettuale della apertura della città murata è certamente alla base delle potenzialità del “distretto” individuato poiché suggerisce la necessità di creare un sistema di relazioni non limitato a Largo S. Agostino, che potrebbe coinvolgere altre Istituzioni culturali prossime. 
In tempi recenti sono stati formulati nuovi progetti di intervento sulla piazza, tutti nella chiave di una caratterizzazione del luogo come “porta culturale della città”.  Nel 1998 Frank O. Gehry, su incarico dell’Amministrazione comunale, progetta una Porta che richiama il sistema murario perduto, mentre nel 2006 Guido Canali,  per incarico della sezione modense di Confindustria, immagina un edificio di raccordo tra il Palazzo dei Musei e l’Ex-Ospedale Civile, acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, di cui si inizia a immaginare una utilizzazione legata ad attività culturali.
Oggi sempre di più Largo Sant’Agostino appare come un assemblaggio di spazi di risulta che definiscono i flussi veicolari e le relative aree di sosta a dispetto delle importanti istituzioni culturali che su esso si attestano.
Il Palazzo dei Musei, sede di alcune tra le più importanti istituzioni culturali della città, si attesta sul lato sud del Largo Sant’Agostino in accosto alla omonima chiesa.
Si sviluppa all'interno del settecentesco Arsenale Ducale, trasformato per volere degli Este prima in Albergo dei Poveri a causa delle cattive condizioni sociali della città di Modena, poi in Albergo delle Arti, per occupare in modo utile le persone ospitate convertendo le sale del ricovero in officine per la lavorazione di tessuti. Il complesso architettonico comprendeva l’attuale Palazzo dei Musei, in cui ospitava gli uomini e il retrostante Ex-Ospedale Estense, riservato alle donne. La ricerca esamina secondo il metodo descritto anche tutti gli specifici istituti, esplicitandone il carattere e raccontandone l’evoluzione. Numerosi progetti si sono susseguiti nel corso del tempo: di particolare rilevanza il restauro del 1980 i cui lavori sono stati preceduti da un’approfondita indagine preliminare al restauro eseguita da Antonio Gelli e dalla sua equipe di ingegneri e architetti nel 1982.
A nord affaccia su Largo Sant’Agostino l’ edificio dell’Ex-Ospedale Civile, che ha ospitato per secoli la sede del luogo di cura principale della città e dell’Università ad esso legata. L’edificio rientra nella presente ricerca per due motivi. Innanzi tutto l’ospedale è sempre stato caratterizzato da un clima di ricerca sul campo molto vivace e produttivo per la documentazione e l’evoluzione scientifica: ospita il Teatro Anatomico, integrato nel 1853 dal Museo Anatomico. In secondo luogo, come detto, l’edificio è stato acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio e destinato ad attività culturali. Si è concluso nel maggio 2010 il concorso che ha assegnato l’incarico per il progetto di riuso dell’ex Ospedale Sant’Agostino, al raggruppamento composto da CONSORZIO LEONARDO (MO), Gae Aulenti Architetti Associati (MI) e Studio Associato Architetti Doglioni e Daminato (BL) .
Nella analisi, anche per registrare il programma di riqualificazione dell’area della Pomposa che, in anni recenti, ha caratterizzato questa porzione del centro città con puntuali attività culturali, legate soprattutto all’associazionismo e all’artigianato artistico, sono state ricomprese anche l’Aedes Muratoriana, dimora di Ludovico Antonio Muratori nella prima metà del 1700, e la chiesa parrocchiale di S. Maria Pomposa.  La prima è sede della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi e del Museo Muratoriano, istituito dal 1872 dal principe Carlo Alberto di Savoia, con l’intento di riunire studiosi che si dedicassero alla ricerca, allo studio e alla pubblicazione di documenti di interesse storico. Dal 1925 l’Aedes Muratoriana ospita una sezione dedicata alla valorizzazione dell’opera del Muratori: il Centro Nazionale di Studi Muratoriani.
Poche modifiche sono intervenute negli anni sul fabbricato e principalmente riguardano l’orto esterno trasformato in giardino e la demolizione del muro di cinta.
Ma, come detto, l’analisi di un potenziale distretto della cultura identificato dalla ricerca, non si è limitata agli edifici affacciati sul Largo S. Agostino o nelle sue prossimità, bensì ha individuato una rete di altri luoghi prossimi ch potrebbero completarne l’assetto.
Il Foro Boario eretto tra il 1834 e il 1839, era pensato ad uso del Mercato dei Bovini: la sua parte inferiore, costituita da una serie di archi, fu tamponata nel 1859 per essere adibita a stalla . Venne in seguito destinato ad usi vari: ha ospitato funzioni legate all’Ospedale Civico, la Caserma dei Vigili del Fuoco, il Conservatorio Musicale “Orazio Vecchi” e alcuni Istituti Universitari.  Con un intervento di restauro realizzato tra il 1989 e il 2002 e curato da Franca Stagi l’edificio viene destinato a sede della Facoltà di Economia e integra nell’ala sud una sede per attività espositive.
L’adiacente Piazza d’Armi, oggi Parco Novi Sad, è rientrata nella ricerca come luogo di raccordo tra il sistema ora descritto e altre sedi di attività culturali, istituzionali e non. Un ruolo che sarà accentuato dalla realizzazione del nuovo parcheggio sotterraneo facendone punto accesso agli spazi universitari, luogo di ritrovo ma anche testata del sistema di connessione tra le aree a traffico libero e il centro città.
Su fronte opposto al Foro Boario infatti, ancora sorge il Baluardo della Cittadella militare voluta da Francesco I nel 1600, restaurato nel 2002, oggi sede di incontri culturali a gestione privata (mostre d'arte, performances teatrali e musicali, conferenze e letture d'autore. Poco distante vi è l’edificio progettato da Mario Guerzoni nel 1934 che ha soddisfatto diversi usi nel corso degli anni per ripassare al Demanio dello Stato nel 1995. Il progetto di restauro, curato da Tiziano Lugli nel 2002, ha ripristinato l’edificio nelle sue forme originali adattando l’Auditorium a sala per la musica. Oggi è in concessione all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia quale sede della Fondazione universitaria Marco Biagi, parte della Facoltà di Economia. La Fondazione ospita un programma funzionale misto, che comprende le attività universitarie di ricerca,  ospita  associazioni come la Gioventù Musicale d’Italia, che si avvale dell’Auditorium, ed è, per esplicita volontà, aperta alle inziative cittadine.

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  • Autore: Laura Domenichini