Si può fare cultura attraverso gli spazi?
Editoriale n°8

Giovedì scorso, 3 maggio 2012, si è tenuto il seminario "Abitare come bene comune. Si può fare cultura atrraverso gli spazi?", organizzato dalla nostra redazione, insieme all'Ordine degli Architetti della Provincia di Modena.
E' stata una bella occasione per riflettere serenamente, a partire dagli interventi dei relatori Carlo Cellamare e Stefano Reyes, di cui trovate in allegato le presentazioni, di alcuni temi che riteniamo strategici per il futuro a livello locale e sovralocale, e che vorremo continuare ad approfondire nella prossime settimane.

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In queste settimane vogliamo dunque parlare di “abitare”,  il verbo che, come abbiamo già avuto modo di dire nei mesi precedenti, meglio rappresenta, da millenni, il significato della vita dell’uomo sul pianeta. Spesso viene confuso con alloggiare, risiedere etc, ma esso, in realtà, esprime molto di più; abitare deriva da habère (avere), quindi possedere, ma anche verbo che si usa  per indicare  le relazioni   interpersonali (ho moglie, ho un figlio, ho un amico e così via). Ecco perché, in  effetti, molti  studiosi, Haidegger in  primis,  interpretano  il termine abitare  come “prendersi cura di ...” (come di una pianta o di un figlio).

Quindi abitare un territorio, abitare  una casa, significa  prendersi  cura di un territorio, prendersi cura di una casa. Significa quindi conoscerlo  e percepirlo  come proprio, come luogo della propria  quotidianità, dove vivere una consapevolezza che si esplica in fatti di vita  concreta, letti e giudicati culturalmente da parte degli abitanti. Ecco dunque che così si ricollega il discorso odierno con il percorso svolto fin qui dal nostro portale:  “Abitare come bene comune”, e non come fatto individuale, introverso, autoreferenziale.

Risulta evidente che, in questo quadro, l’organizzazione sociale e la cultura di una comunità, intrattengono con la città, ovvero con le forme fisiche dell’abitare inteso come definito fin qui,  rapporti che intrecciano e determinano stili di vita, modalità di lavoro, forme e gestione della famiglia, nonché la gestione e produzione stessa di ruoli spendibili in società, ma anche il traffico e i tempi della vita.

Nella città si manifestano in forme fisiche alcuni degli elementi caratteristici dell’organizzazione sociale dei processi culturali: mobilità sociale, densità abitativa e demografica, facilità nelle relazioni, creazione di masse critiche, apertura alle influenze esterne, specificità delle relazioni tra città e luoghi della cultura sono tutte componenti che trovano nel disegno urbano strutture a supporto o ad ostacolo.

L’obiettivo di queste settimane è dunque quello di analizzare e comprendere meglio queste relazioni, le relazioni tra spazio fisico, organizzazione sociale e cultura della città, senza avere la pretesa di delineare delle soluzioni, ma certo con l’ambizione di proporre degli stimoli. La discussione ruoterà attorno a 3 possibili chiavi di lettura:

-          I luoghi della cultura, ovvero quei luoghi istituzionalmente deputati alla produzione e alla diffusione di cultura. Quali, quanti, dove sono, che relazioni intrattengono con gli abitanti, chi ne ne cura e li offre alla città;

-          Il disegno dello spazio urbano, ovvero l’idea di concepire tutta la città come un organismo capace di “fare cultura”, di formare gli abitanti anche attraverso il disegno di una sezione stradale, la proposta di un modello di insediamento residenziale, la tutela di un paesaggio strutturante;

-          l’uso degli spazi urbani, ovvero la consapevolezza da parte degli abitanti della ricchezza e delle potenzialità dei luoghi, la capacità e la volontà di reimpossessarsi degli spazi fisici della città e di vivificarli esprimendo in essi e con essi le proprie idee, le proprie esigenze, le proprie proposte.

In modo magari non lineare né sistematico, gli interventi del seminario dei 3 maggio hanno approfondito esperienze e strategie su questi temi; un video, realizzato insieme all’ORDINE degli ARCHITETTI, ci aiuterà a calarci meglio nel contesto locale,contributi ad hoc, interviste e saggi aiuteranno invece ad aminare un dibattito ci auguriamo proficuo e sereno sul tema. Potete contribuire da subito anche voi interagendo con il nostro geoblog o seguendo questo link.

pubblicato il 2011-01-09
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  • Autore: redazione
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L'immagine in questo articolo è tratta da www.flickr.it

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