Proporre / Istituzioni e associazioni culturali
Museo Civico Archeologico Etnologico

Nel corso della ricerca sul campo della cultura abbiamo chiesto ai responsabili dei vari servizi e degli istituti di cultura del Comune di compilare una scheda di presentazione della loro attività. Questa è la presentazione del Museo Civico curata nel 2008 dalla direttrice Ilaria Pulini, che cogliamo l'occasione per tornare a ringraziare.

Le sale espositive del Museo Civico Archeologico Etnologico sono ubicate al terzo piano del Palazzo dei Musei; il percorso di visita si sviluppa in continuità con quello del Museo Civico d’Arte. I servizi di biglietteria e reception, in comune con gli altri istituti culturali presenti nel palazzo, sono collocati al piano terra del Palazzo dei musei. Fanno parte del Museo Archeologico anche il Lapidario Romano allestito al piano terra del Palazzo dei Musei e il Parco Archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale (Montale Rangone –MO). Depositi, laboratori e biblioteca sono collocati in sedi esterne. Gli uffici sono dislocati, assieme a quelli del Museo Civico d’Arte, all’ultimo piano del Palazzo dei Musei. Al Museo Archeologico è affidata anche la custodia e la gestione della Raccolta del lavoro contadino e artigiano di Villa Sorra.

NOTA STORICO-DESCRITTIVA

Il Museo Civico Archeologico Etnologico nasce nel 1962 dalla suddivisione dell’ottocentesco Museo Civico in due settori, archeologico-etnologico e storico-artistico, affidati a due distinte direzioni scientifiche. 

Storia dell’istituto e ambito di attività

Il Museo Civico di Modena viene fondato nel 1871 da Carlo Boni che imprime al museo un carattere variegato, per l’ampia estensione tipologica dei materiali, e nello stesso tempo fortemente unitario nell’impostazione museografica e nelle ragioni culturali di fondo. Le prime raccolte sono costituite da reperti archeologici emersi dagli scavi delle “terramare”, tipici villaggi dell’età del bronzo dell’area padana, ma il museo, sorto con l’intento di “accogliere e conservare tutto quanto interessi l’intera popolazione”, allarga presto i propri orizzonti formando una collezione di storia naturale e una di tipo “industriale”, mentre comincia a definirsi il profilo delle raccolte artistiche che beneficiano delle donazioni dell’aristocrazia cittadina e di opere provenienti  dal  territorio.

L'esigenza concreta della sua fondazione è da porre in relazione al vivace dibattito sull’antichità dell’uomo stimolato dalla diffusione delle teorie evoluzioniste e positiviste. A partire dagli anni Sessanta dell'800 si susseguono infatti nel territorio modenese scavi e ricerche archeologiche tesi a far luce sui periodi più remoti della storia dell'umanità. Ben presto si pone il problema di dare ricovero alle ingenti quantità di materiali archeologici recuperati e nel 1871 il Consiglio Comunale approva lo stanziamento di un bilancio per la collezione archeologica comunale la cui direzione viene affidata all'assessore Carlo Boni.

Alla metà degli anni '70 Boni inaugura anche una sezione di etnografia extraeuropea che viene a costituire il naturale complemento delle raccolte preistoriche, favorendo la comparazione fra i popoli primitivi attuali e quelli del passato e fornendo dati per la comprensione delle civiltà scomparse.

Inizialmente ospitato nel Palazzo Comunale, e poi nel Convento di S. Bartolomeo in Via dei Servi, il Museo viene trasferito nel 1886 nell'attuale sede del Palazzo dei Musei, dove - grazie anche ad una più ampia disponibilità di spazi - è organizzato su basi più razionali. I reperti archeologici vengono scenograficamente sistemati in un imponente salone colonnato di oltre 500 mq dove sono  disposti entro grandi vetrine secondo una sequenza cronologica dalla preistoria al medioevo. L’esposizione di una notevole quantità di oggetti, ordinati per serie tipologiche, riflette i criteri tipici della museografia di stampo positivista.

Alla morte di Boni, avvenuta nel 1894, viene nominato direttore del museo Arsenio Crespellani, figura notevole di archeologo e studioso della storia del territorio modenese, impegnato già da vari anni in un'intensa attività di scavi e ricerche da cui deriva la grande collezione archeologica da lui donata al museo.

Con i primi anni del 900 inizia per il museo una lunga fase di stasi, sia pur contraddistinta nel corso del tempo da sporadiche acquisizioni soprattutto sul fronte delle opere pittoriche e plastiche di autori modenesi. Sul fronte dell'archeologia si evidenzia uno scollamento fra l'istituto museale e la ricerca archeologica. Una svolta positiva si avrà soltanto nel secondo dopoguerra grazie a Fernando Malavolti, uno dei massimi studiosi del neolitico dell'Italia settentrionale, dalla cui raccolta proviene la maggior parte dei reperti neolitici attualmente esposti in museo.

Agli inizi degli anni Sessanta il Museo Civico viene diviso in due settori: Museo Civico Archeologico Etnologico e Museo Civico di Storia e Arte Medievale e Moderna.

Dopo parziali interventi di riassetto delle collezioni nel corso degli anni ’60 e ’70, alla metà degli anni ’80 viene avviato un progetto di ristrutturazione della sede museale e di riassetto dell’esposizione portato a termine nel 1990.  Con questo intervento che ha salvaguardato parte dell’allestimento e degli arredi originari, si è voluto consapevolmente sottolineare il valore del museo come esempio di museografia ottocentesca, rimandando a successivi ampliamenti lo sviluppo di potenzialità  che non potevano trovare espressione negli spazi del contenitore ottocentesco.

Nell’allestimento del Museo Archeologico i materiali delle originarie collezioni ottocentesche sono stati integrati dai reperti di proprietà statale provenienti da scavi condotti nel corso del XX secolo. Il nucleo più consistente dell’esposizione è rappresentato dai materiali delle Terramare dell’età del bronzo padana e dalle  testimonianze del Neolitico. Di notevole interesse sono i reperti di età etrusca con i ricchi corredi funerari della Necropoli della Galassina di Castelvetro, e, nella sezione romana,  le testimonianze dell’antica Mutina, dove hanno particolare rilievo i raffinati arredi tricliniari di una domus della fine del I secolo a.C. recuperati negli anni ’60 in via Università durante lo scavo per le fondamenta del cinema Capitol. Alle raccolte archeologiche si affianca, come già nell’originario allestimento ottocentesco, la sezione di etnografia, formatasi grazie all’apporto di viaggiatori ed esploratori nel corso del XIX secolo, con reperti della Nuova Guinea, dell’Amazzonia, dell’Africa, dell’Asia e del Perù precolombiano.

In anni recenti l’offerta museale del Museo Archeologico è stata potenziata dall’apertura di due nuove sedi espositive:  il Lapidario Romano dei Musei Civici al piano terra del Palazzo dei Musei dove  sono collocati monumenti sepolcrali di età romana rinvenuti nel corso del XX secolo, e il Parco archeologico e Museo all’Aperto della Terramara di Montale dedicato alla civiltà delle terramare dell’età del bronzo.

Dal 1991 è di pertinenza del Museo Archeologico anche la gestione delle Raccolte del laoro contadino e artigiano di Villa Sorra attualmente conservate presso la villa e non visitabili (ad eccezione di un settore distaccato allestito dal 2005 presso Villa Cavazza di Bomporto).

Prendendo le mosse da un patrimonio che presenta una molteplicità di relazioni con l’identità storica e culturale della città e del territorio, il museo archeologico promuove un’offerta culturale qualificata in grado di ancorare esigenze di conservazione e valorizzazione del patrimonio ad una solida base di ricerca scientifica. In particolare l’azione del museo si è concentrata in questi ultimi anni su due filoni di sviluppo prioritari, rappresentati rispettivamente dalle raccolte archeologiche delle terramare modenesi e dalle ricerche di archeologia urbana sull’antica Mutina, portando avanti su entrambi i fronti importanti progetti di scavo, ricerca, restauro e valorizzazione in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna. Alle attività di tutela e di documentazione delle presenze archeologiche della città e del territorio si collega l'aggiornamento di una carta dei vincoli archeologici in relazione alla pianificazione urbanistica e territoriale del Comune e della Provincia di Modena.

Il museo offre alla scuola un'ampia scelta di proposte didattiche: i percorsi prevedono visite guidate, laboratori, sperimentazioni e giochi condotti da operatori specializzati e sono sempre corredati da supporti didattici (quaderni, schede, prodotti multimediali).

Attualmente è in corso un progetto di “restyling” e ampliamento degli spazi museali (2008-2009) che prevede la creazione di un nuovo ingresso per il pubblico, l’aggiornamento dell’allestimento di alcuni settori espositivi  e la revisione degli apparati didascalici e degli strumenti informativi.

Parallelamente è stata avviata una riflessione sul futuro ampliamento degli spazi espositivi dei Musei Civici nell’ala del palazzo finora occupata dall’Ospedale Estense a partire dal documento Musei Civici di Modena. Proposte per un progetto culturale, a cura del Museo Civico Archeologico Etnologico e del Museo Civico d’Arte del marzo 2007 (Allegato 1), riflessione che prevede comunque la prossima istituzione di un Comitato per l’ampliamento dei Musei Civici (autunno 2008), che coinvolgerà personale comunale ed esperti del settore esterni all’amministrazione.

 

RACCOLTE APERTE AL PUBBLICO, DONAZIONI, SERVIZI

Esposizione museale e interventi sull’assetto espositivo

Novembre 1961: ad una anno dalla morte di Lino Sandonnini (1960), che aveva diretto il Museo Civico a partire dal 1933, viene costituita dal sindaco Rubes Triva una “Commissione per il riordinamento del Museo Civico” (PG. 1044/PI, dell’11.11.61; componenti: Pietro Fantin, Ing. Mario Pucci, Prof. Mirko Campana; Liliano Famigli, Avv. Benvenuto Abate, Prof. Giuseppe Fregni, Prof. Tiziano Ascari, Dott. Filippo Valenti, Prof. Luigi Amorth, Rag. Mario Marchi, Prof. Guido Mansuelli, Prof.ssa Elda Adani Malavolti, Dott.ssa Bianca Ghidiglia Quintavalle, Prof. Alfonso Morselli). L’allestimento ottocentesco è ancora conservato integralmente.

Ottobre 1965: Benedetto Benedetti (chiamato a dirigere il settore archeologico etnologico) propone lo sdoppiamento delle raccolte in due sedi distinte (“…è oggi inconcepibile che un istituto di questo tipo debba ospitare nella stessa sede materiali che vanno dall’amigdale del paleolitico ….alla stampa risorgimentale,… alle raccolte etnologiche dell’Oceania…” Benedetti 1964, p. 376). Benedetti riferisce di un progetto di ridistribuzione dello spazio e di ampliamento attraverso l’utilizzazione dell’ala occidentale del Palazzo dei Musei (ibidem, p. 377)

Nel corso del 1965 viene completamente smantellato l’allestimento ottocentesco (documentato in modo del tutto sommario) e sostituito da una nuova esposizione inaugurata nell’ottobre 1965. “La rassegna dei materiali archeologici presentata ... rappresenta soltanto un “momento” ... di un piano di riordinamento delle raccolte, proposto dalla Direzione del Museo Archeologico ed approvate dal Comitato Direttivo degli Istituti Culturali di Modena” (Benedetti s.d, 1965; Museo Civico Archeologico, guida, 1966). Il riordino delle raccolte “fu attuato tenendo in particolare evidenza le esigenze di una loro utilizzazione didattica” (Benedetti 1970).

1973: con l'iniziativa “Invito ai Musei” viene esposta al pubblico una selezione di materiali di età neolitica ed eneolitica  provenienti dagli scavi effettuati da Fernando Malavolti a Fiorano e Pescale.

1976 (?): viene chiusa la sezione etnologica per far spazio ad uffici e laboratori didattici; un settore del museo archeologico viene trasformato in laboratorio didattico.

1982-1983: Un’apposita commissione nominata dall’assessore alla Cultura Dino Motta, composta da S. Settis, M. Ferretti, A. Buzzoni, P. L. Castagnoli e P. Fossati elabora le “Proposte per un riordino dei Musei Civici di Modena”. Il lavoro, presentato alla città in un incontro pubblico nella primavera del 1983, mette in evidenza il ruolo e l’importanza dei Musei Civici attraverso un’accurata indagine sulla rilevanza della loro identità culturale e indica possibili linee di sviluppo e di riordino delle collezioni. In particolare si avanza l’ipotesi di un allontanamento di alcuni istituti culturali, costretti in spazi già allora ritenuti insufficienti (Galleria Civica, Archivio Storico, Biblioteca Poletti e Biblioteca Estense) e di una conseguente espansione dei Musei Civici in parte degli spazi che si sarebbero resi disponibili all’interno del Palazzo dei Musei (Proposte per un riordino, 1983).

Dicembre 1983: le sale dei Musei Civici vengono chiuse al pubblico a causa di problemi strutturali (assenza di impianti elettrici, di riscaldamento e di sicurezza a norma di legge, lesioni ai soffitti di alcune sale).

1984-1986: nel 1984 viene nominata una “Commissione per l’analisi strutturale del Palazzo dei Musei” con lo scopo di proporre soluzioni concrete per interventi immediati e indilazionabili e di fornire indicazioni a lungo termine circa il destino dei singoli Istituti Culturali. Nell’elaborato prodotto dalla commissione (Stagi 1986) viene tra l’altro messa in evidenza l’unitarietà del complesso architettonico dell’Albergo delle Arti (Palazzo dei Musei e Ospedale Estense).

1986-1990: nella seconda metà degli anni ’80, l’avvio degli interventi strutturali sul Palazzo ha comportato la forzata chiusura al pubblico e lo sgombero dei Musei Civici per motivi di sicurezza, di rifacimento degli impianti e delle opere murarie. Viene elaborata dalle direzioni dei Musei Civici una “Proposta a medio termine” in grado di garantire  la fruizione pubblica delle sale espositive in tempi il più possibile ravvicinati, configurandosi nel contempo come un preludio per un successivo e più ampio riordino. Si conferma la volontà di conservare l’assetto espositivo storicizzato nella piena consapevolezza del suo valore di testimonianza museografica (Il riordino dei Musei Civici, 1987).

Aprile 1990: i Musei Civici vengono riaperti al pubblico dopo i lavori di adeguamento degli impianti tecnici e di sicurezza, il restauro degli arredi espositivi, il riordino e il restauro delle raccolte. Il percorso espositivo viene arricchito con reperti di proprietà statale di epoca etrusca, romana e longobarda provenienti da scavi recenti effettuati a Modena e nel territorio modenese, concessi in deposito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna. Rimane in corso di allestimento la sezione relativa al Neolitico ed all'Età del Rame. Si escludono dall’esposizione i materiali non pertinenti al territorio modenese, fra cui la collezione di terrecotte etrusche provenienti da Veio (cfr. Guida al Museo Archeologico Etnologico 1990;  Cardarelli, Pagella, Stagi 1994).

Novembre 1991: riapertura dei settori del Neolitico e dell'Età del Rame con i materiali della Collezione Malavolti.

Dicembre 2001: nuovo allestimento delle vetrine del Museo Archeologico dedicate alla città romana di Mutina, realizzato in collaborazione con l'associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Modenesi. Nel settore di età romana, all’interno di una vetrina, viene ricreata un’ambientazione scenografica di un ambiente della domus di Via Università. Vengono inseriti nell’esposizione i reperti bronzei riferibili ad una domus di età imperiale dell’area di Piazza Grande, inviati in forma anonima al museo.

Giugno 2007: L’esposizione della sezione archeologica risulta composta da 6238 reperti, di cui 3614 da collezioni ottocentesche di proprietà civica e 2624 di proprietà statale, frutto di scavi e ricognizioni effettuate negli ultimi cinquant’anni. Nella sezione etnologica sono esposti 675 reperti di proprietà civica

Luglio 2007: sono stati avviati lavori per un parziale riordino e aggiornamento dell’allestimento che dovrebbero concludersi entro la fine del 2008. Disallestimento di parte della sezione del Neolitico.

Apertura di nuovi settori espositivi

Marzo 2002: inaugurazione del Lapidario Romano dei Musei Civici al piano terra del Palazzo dei Musei. Sono esposte, in un percorso curato dal Museo Civico Archeologico Etnologico e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, le testimonianze monumentali di Mutina venute in luce negli ultimi quaranta anni. Particolarmente rilevanti sono le testimonianze relative alle aree sepolcrali che si estendevano lungo la via Emilia a est della città, rappresentate dall’importante nucleo di reperti rinvenuti fra il 1964 e il 1967 in occasione dei lavori per la costruzione del palazzo Alleanza Assicurazioni, fra cui spicca la monumentale ara funeraria del centurione Publio Clodio. Dalla medesima zona provengono anche altri importanti monumenti recuperati a partire dal 1989, ai quali si è aggiunta, nel dicembre del 2007, l’ara monumentale di Vetilia Egloge. L’esposizione è corredata da una guida (Lapidario Romano dei Musei Civici, 2002)

Aprile 2004: inaugurazione del Parco Archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale che riunisce in un’unica innovativa proposta museale la valorizzazione degli scavi archeologici di un abitato dell’età del bronzo e la ricostruzione a grandezza naturale di una parte del villaggio. Il progetto, avviato nel 1998 in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, è stato realizzato dal Museo Civico Archeologico Etnologico del Comune di Modena e dal Comune di Castelnuovo Rangone con il  sostegno dell’Unione Europea, della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Modena. Uscendo dai confini del contenitore museale, il Museo Archeologico ha voluto sottolineare e rendere esplicito il forte legame che unisce le raccolte conservate in museo al territorio, collocandosi nello stesso tempo, anche grazie al sostegno dell’Unione Europea, in una dimensione che va oltre  i confini del territorio nazionale, riallacciandosi alle modalità espositive degli open air museums della tradizione nord europea. Attraverso il parco il museo propone al pubblico e alle scuole un programma di attività che prevede  una forte componente di interattività e di coinvolgimento dei visitatori.

2005: per consentire una fruizione sia pure parziale dei materiali della Raccolta di Villa Sorra viene allestita una esposizione permanente presso Villa Cavazza di Bomporto dedicata alla produzione del vino (visitabile previo appuntamento e in giornate di apertura straordinaria al pubblico) (si veda scheda in appendice).

2007: Palazzo Comunale. Arredo degli ambienti dell’acetaia con alcuni arredi e oggetti della raccolta di Villa Sorra; arredo della sala della torre Mozza con alcuni reperti archeologici provenienti dalla città e dal territorio (due anfore, un lacerto di mosaico e una stele da viale Moreali).     

Incremento patrimoniale (acquisizioni, donazioni e depositi di proprietà statale)

1962 -1982: durante la sua direzione Benedetti svolge ricerche, dona al Museo materiali recuperati prima dell’incarico di direzione e acquisisce nuovi materiali.

- industria litica del Paleolitico Inferiore da Spilamberto-Collecchio, attualmente esposta (ricerche Benedetti 1957-1963)

- industria litica del Paleolitico Inferiore da Castelvetro-Cà di Sola, attualmente esposta (ricerche Benedetti 1963)

- materiali del Neolitico Medio da Fiorano-Cave Cuoghi, attualmente esposti (acquisizione “recente”)

- materiali dell’età del Bronzo e dell’età del Ferro da M. Questiolo-Rosola (Zocca), attualmente nel deposito del Museo (raccolte di superficie e saggi di scavo Benedetti-Malavolti 1953-’54 e saggio di scavo Benedetti 1956)

- materiali dell’età del Bronzo dalla terramara della Savana di Carpi, attualmente nel deposito del Museo (raccolte di superficie Benedetti 1963)

- nel deposito del Museo sono inoltre conservati 125 reperti di varie epoche e provenienze riferibili alle ricognizioni di Benedetti nel territorio modenese

1975: acquisizione della raccolta Malavolti (31.038 reperti frutto delle ricerche di F. Malavolti che documentano in particolare gli aspetti culturali del neolitico delle stazioni di Fiorano, Mezzavia di Sassuolo e Pescale).

1983-2007: a partire dal 1983, attraverso ripetute consegne e atti di deposito formale da parte della Soprintendenza, le raccolte archeologiche del museo si sono arricchite di materiali provenienti da campagne di ricognizione, sopralluoghi, scavi  programmati o recuperi d'emergenza che sono in parte confluiti nell’esposizione museale, in parte hanno portato alla creazione di nuovi settori espositivi (Lapidario romano),  in parte sono stati collocati nei depositi.

1983: acquisto di reperti del Perù Precolombiano (soprattutto tessuti) provenienti dalla collezione dal fotografo bolognese Mario Fantin.

1998: Donazione, da parte degli eredi, dei materiali della collezione Magiera: 309 reperti archeologici relativi allo scavo del 1870 della fornace di epoca romana di Magreta ed altro materiale rinvenuto nel XIX secolo.

1999:  Viene recapitato al Museo in forma anonima un pacco contenente 6 reperti bronzei di età romana riferibili a una domus dell’area di Piazza Grande

2002: Acquisto della collezione di reperti etnologici degli indios yanomami ceduti al Museo da Loretta Emiri.

2006: donazione da parte dell’Architetto Riccardo Merlo alla sezione etnologica di un nucleo di fotografie dell’occupazione italiana della Libia e di un nucleo di soggetti etnografici dell’Albania

 

Depositi, laboratori e uffici

1965: gli uffici sono limitati ai locali riservati alle direzioni dei musei civici che continuano ad occupare i due ambienti adiacenti alla sala dei tessuti gandini, già adibiti a direzione nel museo ottocentesco.

1975 (?): con l'acquisizione della raccolta Malavolti si presenta la necessità di reperire nuovi spazi per la conservazione, catalogazione e studio dei materiali. Vengono rilevati i locali destinati al custode della Biblioteca Estense nei sottotetti del Palazzo dei Musei e in questi ambienti viene istituito un piccolo laboratorio di restauro.

1976: vengono ricavati uffici nelle sale della sezione etnologica per gli operatori addetti alle attività didattiche

1984: acquisizione del deposito di via Sant'Agostino dove viene trasferito il laboratorio di restauro assieme ai materiali collocati nei sottotetti del Palazzo dei Musei e alla raccolta di tessuti precolombiani. Qui negli anni successivi troveranno ricovero anche i materiali frutto di scavi e rinvenimenti recenti.

1986: acquisizione del deposito di via Pillio da Medicina, in comune col Museo d'Arte, in cui confluiscono tutti i materiali conservati a Palazzo dei Musei in previsione del restauro degli ambienti del Museo. Le direzioni e gli uffici dei Musei vengono trasferiti nei locali al primo piano di questo deposito.

1990: Gli interventi di ristrutturazione al Palazzo dei Musei hanno riguardato anche il recupero degli ambienti del sottotetto del Palazzo, che sono stati in parte destinati a uffici per rispondere al potenziamento dell’organico conseguente a mutate esigenze scientifiche e gestionali dei due musei.

2001: nuovi depositi per i materiali archeologici vengono individuati presso alcuni locali dell’ex AMCM in via Carlo Sigonio. Qui vengono collocati i reperti monumentali di età romana non destinati all’esposizione nel Lapidario Romano e in seguito  (2005) i reperti dello scavo della terramara di Gaggio.

2007: l’Amministrazione Comunale assegna al Museo Archeologico parte di un capannone industriale  in costruzione in Via Cavazza dove verranno in prospettiva trasferiti tutti i materiali, nonché i laboratori di studio e restauro attualmente divisi in diversi depositi.

Biblioteca

A seguito della suddivisione del Museo civico in due Musei anche il patrimonio librario è stato separato in due nuclei distinti, uno di pertinenza del Museo Archeologico e l’altro del Museo d’Arte.  Il Fondo Storico, comune ai due Musei, è composto da oltre 500 volumi datati fra il XVI ed il XIX secolo, a cui si aggiungono più di 1300 opuscoli catalogati. Il patrimonio moderno della biblioteca del Museo Archeologico comprende circa 6000 volumi specializzati nel settore dell'archeologia, della storia antica e dell'etnologia  prevalentemente acquisiti attraverso rapporti di scambio con istituti e musei di archeologia italiani e stranieri.

La Biblioteca, attualmente collocata presso l’Istituto delle Orsoline Missionarie del Sacro Cuore in Via Ganaceto, è nata come biblioteca di lavoro e  mantiene a tutt’oggi questo utilizzo primario di documentazione e supporto scientifico legato alle iniziative e alle attività del Museo. I materiali sono consultabili previo appuntamento.

Archivio storico

Conserva i documenti relativi alla vita dell'Istituto dal 1871 al 1968; la documentazione successiva è conservata presso l'archivio di deposito dell'Archivio Storico Comunale. L'archivio è aperto alla consultazione degli studiosi previo appuntamento.

Archivio carta archeologica

Conserva i documenti prodotti in relazione all’attività di tutela archeologica che il museo svolge in accordo con la soprintendenza archeologica.  Dal 1994 il Museo dispone di una banca archeologica informatizzata contenente agli inizi del 2008 oltre 5000 presenze archeologiche di cui circa 2000 nell’area del Comune di Modena e oltre 3000 nel territorio provinciale.

Archivio fotografico

Conserva prevalentemente immagini relative alle raccolte, agli allestimenti, alla documentazione delle mostre e dell’attività didattica, a campagne di scavo e relativi materiali, a campagne di restauro. Dagli anni '80 il patrimonio fotografico del museo si arricchisce notevolmente. Il patrimonio attuale, per le due sezioni del museo, è costituito da circa 15.000 immagini in bianco e nero, da 10.000 fotocolor e diapositive, e da 17.000 immagini digitalizzate. L’archivio può fornire riproduzioni in bianco nero o a colori, anche in formato digitale; il modulo di richiesta e le norme che regolano l’uso delle immagini sono scaricabili dal sito internet del Museo.

Il Museo possiede inoltre un archivio grafico relativo alle campagne di scavo, alla carta di tutela archeologica ed a reperti ed oggetti archeologici ed etnologici.

 

REFERENTI ISTITUZIONALI E CORNICE LEGISLATIVA

L’istituto, di proprietà comunale, rientra nella categoria dei Musei degli enti locali e come tale la sua attività fa riferimento:

1) alla legislazione nazionale per gli aspetti relativi alla conservazione, al restauro, alla movimentazione delle opere;

2) alla legislazione regionale per quanto riguarda la gestione, lo studio, la schedatura e la valorizzazione del patrimonio;

3) alle direttive dell' ICOM sotto il profilo deontologico e per gli aspetti generali dell' organizzazione e delle attività;

4) al regolamento di organizzazione del Comune di Modena.

La Costituzione italiana stabilì nel 1948 che “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica” e “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione e la materia dei musei e delle biblioteche di enti locali viene individuata tra quelle da affidare alla competenza delle Regioni. Le scelte costituzionali tuttavia non produssero effetti immediati sul piano della legislazione specifica, a causa dell’irrisolta tensione tra spinte al decentramento e istanze accentratrici, destinata a trovare risposta – per molti versi contraddittoria – soltanto cinquant’anni più tardi, con il Codice dei Beni Culturali destinato a sostituire la vecchia legge di tutela del 1939. Negli anni Cinquanta fu però molto vivo, soprattutto tra gli addetti ai lavori, il dibattito culturale sul museo e sul nuovo ruolo che esso avrebbe dovuto assumere nel panorama culturale del secondo dopoguerra. Unico risultato del fervore di quegli anni sul piano normativo fu la L. 1080/1960, “Norme in materia di musei non statali”, in base alla quale i musei furono classificati in multipli, grandi, medi e piccoli sulla base dell’importanza delle loro collezioni e della loro organizzazione e il complesso modenese costituito da Museo Archeologico Etnologico, Museo Civico d’Arte, Museo Civico del Risorgimento, Galleria Campori e Galleria Poletti fu classificato come Museo Grande. La legge fu il primo provvedimento in Italia a prendere atto dell’esistenza di musei non statali – già allora molto più numerosi di quelli statali (650 contro 150) – e a favorirne l’attività. Degli effetti di questa legge si trova traccia nei regolamenti di molti musei civici e la storia stessa del Museo Civico modenese ne costituisce una testimonianza, attraverso la creazione di due musei distinti e la ripresa delle attività.

Come previsto dalla legge nazionale di tutela, il D.Lgs. 42/2004  –  “Codice dei Beni Culturali e del paesaggio”, il museo è tutelato  in quanto bene culturale (art.10) e viene riconosciuto -  insieme a biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici e complessi monumentali - come luogo della cultura, destinato alla pubblica fruizione e che espleta un servizio pubblico (art. 101). In base al Codice il museo fa riferimento al  Ministero Beni Culturali, talvolta attraverso i suoi uffici e istituti centrali ma di norma tramite gli organi periferici (Direzione regionale, Soprintendenze) preposti alla tutela e alla vigilanza dei beni culturali, per le autorizzazioni relative agli interventi conservativi e ai trasferimenti temporanei di beni per mostre e altre iniziative (art.21 e 48). All'interno del decreto si evidenzia in più punti  la necessità di una cooperazione tra Stato ed Enti locali in merito non soltanto agli aspetti di gestione e valorizzazione  del patrimonio (per i quali si rimanda all'analisi della legislazione regionale), ma anche riguardo agli aspetti della conservazione e della tutela (art.5), e si delinea la possibilità di stringere a tal fine accordi e intese che, per i primi due aspetti, possono coinvolgere anche i privati.

Per quanto riguarda i rapporti con la Regione, l’attività del museo rientra nel quadro del processo di decentramento avviato con il D.P.R. 3/1972, che ha sancito il trasferimento alle Regioni di funzioni amministrative in materia di Musei, Biblioteche e Archivi storici, distinguendo però tra materie trasferite (art.7-8) e materie delegate (art.9): le prime – funzioni amministrative – sono gestite dalle regioni in piena autonomia e possono quindi essere a loro volta sub-delegate agli enti locali, le seconde – funzioni di tutela (conservazione, restauri e notifiche) – invece sono soltanto delegate, cioè affidate in gestione, ma restano di competenza statale e non possono essere sub-delegate. Al decreto 3/72 la Regione Emilia Romagna ha risposto istituendo con L.R. 46/1974 l’Istituto per i Beni Culturali e Ambientali.

Il processo di trasferimento di funzioni alle Regioni è proseguito con le successive L. 382/1975 -“Norme sull’ordinamento regionale e sull’organizzazione della pubblica amministrazione” e L. 278/1976 - “Norme sul decentramento e sulla partecipazione dei cittadini nell’amministrazione dei Comuni”. In particolare il D.P.R. 616/1977, attuativo della legge 382/75, escludeva dalla delega i Beni Culturali, per i quali si rinviava ad una nuova legge di tutela (che avrebbe dovuto sostituire la L.1082/1939 – “Tutela delle cose di interesse artistico e storico”) la cui emanazione era prevista entro il 31/12/79, mentre in realtà si è dovuto attendere il D.lgs 42/2004. Il decreto 616 recepiva tuttavia il ruolo sociale dei Beni Culturali e attribuiva alle Regioni una funzione di promozione educativa e culturale (art. 49); prevedeva inoltre il trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative relative a musei e biblioteche, che divenivano pertanto oggetto di delega agli enti locali.

Con la successiva legislazione regionale emerge progressivamente un organico riassetto delle funzioni e delle competenze, in base al quale vengono attribuiti ai Comuni la gestione dei servizi e degli interventi a dimensione locale e alle Regioni le funzioni di  programmazione e di coordinamento del complesso delle attività locali. In questo quadro si inseriscono, per l’Emilia Romagna, la L.R. 42/1983 sulle Biblioteche e Archivi, la L.R. 9/1986 sulla promozione culturale e la L.R. 20/1990 – “Norme in materia di musei di enti locali o di interesse locale”. Quest’ultima  afferma il ruolo della Regione nell’istituzione, sviluppo e promozione dei musei locali, dei quali incentiva le funzioni sia nel campo della tutela che in quelli della ricerca scientifica e della promozione. La legge stabilisce inoltre le funzioni dell’istituto Beni culturali, delle Province e dei Comuni.

La successiva L.R. 18/2000 “Norme in materia di Biblioteche, Archivi storici, Musei e Beni Culturali”  ribadisce il ruolo di coordinamento e di programmazione svolto dalla Regione, attraverso l'Istituto Beni Culturali ed afferma che essa promuove l'autonomia e favorisce lo sviluppo degli istituti culturali e dei relativi servizi e attività, attraverso forme di collaborazione tra gli stessi e con lo Stato, le Università, gli Enti locali, le Fondazioni bancarie ed altri enti pubblici e privati, promuovendone l'autonomia gestionale (art. 1 e 2).  Riconosce inoltre il ruolo delle Province nelle funzioni di programmazione e valorizzazione dei beni e degli istituti culturali e dei Comuni nell'organizzazione e nell'apertura al pubblico dei servizi culturali.

Nel 2001 esce l’ “Atto di indirizzo  ministeriale sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei”, volto a definire il processo di qualificazione dei servizi culturali attraverso la definizione di criteri e livelli di qualità nei diversi ambiti di attività  A questo documento fa esplicito riferimento la Direttiva della Giunta regionale “Standard e obiettivi di qualità per biblioteche, archivi e musei ai sensi dell’art.10 della L.R. 18/2000” (D.G.R. 3/3/2003), che prevede come requisito obbligatorio per i musei della regione che vengano assicurate in modo adeguato e con continuità almeno quattro funzioni: direzione, conservazione e cura delle collezioni, servizi educativi e didattici, sorveglianza e custodia.

Nell'ambito dello stesso processo di definizione degli standard di qualità  ICOM Italia pubblica nel 2006 la “Carta nazionale delle professioni museali”, cui fa seguito, nel maggio 2007, il documento “Profili e qualifiche professionali per i musei della Regione Emilia-Romagna”, con il quale vengono definiti i 4 profili e le relative qualifiche professionale, e la pubblicazione del “Programma degli interventi in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali. Obiettivi, linee di indirizzo e procedure per il triennio 2007-2009” (D.G.R. n. 116 del 16/05/07). Il programma triennale è rivolto al miglioramento dell’organizzazione di archivi, biblioteche e musei attraverso l’applicazione della direttiva regionale relativa agli standard e obiettivi di qualità, con un’attenzione prioritaria per i musei su regolamento, sedi, personale e orari di apertura.

I Musei Civici, composti da Museo Archeologico etnologico e Museo Civico d’Arte, non hanno personalità giuridica autonoma, ma costituiscono un’articolazione organizzativa del Comune di Modena e vengono gestiti in conformità ai programmi e agli indirizzi stabiliti dagli organi di governo, che assegnano ai Settori gli obiettivi da raggiungere e le risorse necessarie (umane, finanziarie, strumentali). Attualmente la loro gestione rientra nelle competenze del Settore Cultura, sport, turismo, marketing e politiche giovanili individuato dall’organigramma dell’ente.

 

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

1962-1973  Direttore ad incarico (Benedetto Benedetti) coadiuvato da una segretaria in comune con il Direttore del Museo d'Arte, sorveglianza delle sale affidata a 4/5 custodi (ex bidelli)

1973- 1978  si aggiungono 1 operatore didattico, un restauratore, due collaboratori per siglatura dei reperti archeologici con incarico a tempo determinato e rinnovato annualmente, dipendenti dall'Assessorato alla Cultura

1979 con la legge n. 3 dell'8 gennaio 1979 , art. 5, vengono immesse in ruolo ai Musei Civici mediante concorso interno, riservato per soli titoli 3 figure professionali inquadrate al V livello retributivo con qualifica funzionale di addetto di sezione, 1 applicato

Dal 1981 viene inserito un consulente ad incarico per la sezione etnologica (I. Pulini)

1982  Direttore dott. B. Benedetti. Da settembre l'incarico, in seguito a concorso, viene affidato a  Andrea Cardarelli.

In comune con il Museo d'Arte: n. 3 addetti di sezione, n. 1 applicato, n. 7 uscieri.

In seguito a concorso interno per “ispettore ai Musei” due addetti di sezione passano a ruolo tecnico.

1983  Direttore dott. A. Cardarelli (ad incarico).

Pianta organica in comune con il Museo d'Arte: n. 2 capo sezione tecnici, n. 1 addetto di sezione, n. 2 applicati, 1 applicato alle collezioni archeologiche (con funzione di restauratore), n. 7 uscieri.

Viene aggiunta alla sezione amministrativa una figura al 7° livello amministrativo. Viene trasferita da Carpi Isabella Dignatici con l’incarico di occuparsi della Raccolta di Villa Sorra.

1985-1990: i lavori per il riordino dei musei in previsione della riapertura al pubblico vengono svolti, oltre che dal personale interno e dal consulente per la sezione etnologica, da archeologi con contratti per prestazioni occasionali.

1987  viene integrata la Pianta Organica dei Musei Civici approvata nel 1986: per il Museo Archeologico Etnologico sono previsti oltre alla figura del Direttore: 1 conservatore, 1 capo sezione, 1 addetto al restauro, 1 addetto di sezione attività culturali. In comune con il Museo d'arte per la sezione amministrativa: 1 capo sezione, 2 addetti di sezione, 2 terminalisti, 2 commessi.

Mediante concorso viene assunto 1 addetto di sezione alle attività culturali (I. Pulini).

1990: Per la direzione del Museo Archeologico viene istituito un posto di ruolo in Pianta Organica. Con la riapertura dei Musei Civici la sorveglianza delle sale viene affidata a 6 commessi.

1991: Viene assunto in ruolo mediante concorso 1 conservatore (Ilaria Pulini)

Fra il 1991 e il 1995: sono attivate 2 collaborazioni occasionali per attività di ricerca e aggiornamento della carta archeologica, finanziate con contributi della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Modena (Donato Labate e Maurizio Cattani)

1993 viene affidata la sorveglianza delle sale museali alla cooperativa EIDOS (poi Mediagroup). Rimangono in organico 2 commessi.

1996  Viene attivata una collaborazione coordinata e continuativa per la gestione della carta archeologica (Donato Labate, rinnovata fino al 2004); a seguito del pensionamento del capo-sezione attività culturali viene avviato un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per C. Zanasi.

1999: vengono avviati 2 contratti di Collaborazione Coordinata e Continuativa per S. Pellegrini per Gianluca Pellacani. Viene trasferito al Museo Giorgio Cervetti (addetto di sezione amministrativo) per affiancare Isabella Dignatici nella cura della raccolta di Villa Sorra.

2002: viene avviato un contratto di Collaborazione Coordinata e Continuativa in relazione al progetto del Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale (M.E. Righi).

2004: vengono avviati 2 contratti di Collaborazione Coordinata e Continuativa in relazione al progetto del Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale e allo studio dello scavo della terramara di Montale (A. Pelillo e I. Cassetta). Viene bandito un concorso per la copertura del posto di Istruttore Direttivo Culturale (ricoperto da C. Zanasi). Avvio del Servizio Civile Volontario (2 addetti al Parco Archeologico di Montale).

2005: viene avviato un ulteriore contratto di Collaborazione Coordinata e Continuativa per una figura di coordinamento delle visite guidate e dell’accoglienza visitatori presso il Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale (Elisa Fraulini). 3 addetti al Parco di Montale come Servizio Civile Volontario (2005-2006).

2006: 3 addetti al Parco di Montale per il Servizio Civile Volontario (2006-2007)

2007  la  Pianta Organica attuale prevede per la sezione archeologica etnologica: 1 Direttore (ruolo svolto dal Conservatore con Posizione Organizzativa), 2 istruttori direttivi culturali,  1 istruttore amministrativo, 1 terminalista (posizione ricoperta dall’addetto al restauro). Per la sezione amministrativa in comune col Museo d'Arte: 1 istruttore direttivo amministrativo, 2 istruttori amministrativi, 1 commesso. 

1 addetto al Parco di Montale come Servizio Civile Volontario (2007-2008)

 

DIRETTORI

 Benedetto Benedetti, incarico di direzione delle raccolte archeologiche ed etnologiche. L'incarico “a carattere provvisorio” viene attributo con delibera di Giunta in data  10 aprile 1962.

Andrea Cardarelli, 1982-2003 (1982-1990 con incarico, nel 1990 concorso per immissione in pianta organica)

Vacante da settembre 2003 a  giugno 2004 (coordinamento affidato al Conservatore, Ilaria Pulini)

Ilaria Pulini, da giugno 2004, Posizione Organizzativa con delega del Capo Settore per la direzione del Museo Archeologico Etnologico.

 

FINANZIAMENTI

 I dati sulla gestione finanziaria fra il 1965 al 1976 sono stati desunti da una ricerca negli atti dell’assessorato alla Cultura (allegato 3a).  Per gli anni compresi il 1977 e il 1994 non è stato possibile desumere informazioni esaurienti ed è quindi necessario un  supplemento di indagine negli archivi comunali. Un resoconto dettagliato si ha soltanto a partire dal 1994 con l’introduzione del rapporto di gestione per centri di responsabilità (allegato 3b)

 

AMBITO ISTITUZIONALE DI ATTIVITÀ

Ricerche, scavi archeologici

A partire dal 1982, sotto la direzione di Andrea Cardarelli, il museo ha svolto una costante attività di indagini archeologiche che sono state condotte in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna o dirette in autonomia, previa concessione di scavo da parte della Soprintendenza.  Dal 2003 al 2007 Cardarelli ha mantenuto il coordinamento degli scavi condotti per conto del Museo in base ad un accordo di convenzione con l’Università di Modena e Reggio Emilia.

1982-1984: attività di ricognizione nel territorio del Comune di Modena finalizzate alla redazione di una carta archeologica del modenese.

1983: scavo di un'abitazione dell'Età del Ferro a Fiorano Modenese e di un nucleo di tombe di età villanoviana a Savignano sul Panaro. Direzione congiunta Museo e Soprintendenza Archeologica.

1985-86: scavo di Tabina di Magreta (insediamento dell'età del bronzo), in concessione al Museo Archeologico.

Scavi di Baggiovara, Case Vandelli (abitato dell'età del ferro); Modena, Via Albinelli, Sede Cassa di Risparmio (domus di età romana imperiale). Direzione congiunta Museo e Soprintendenza Archeologica.

1985-88: Formigine, Tabina di Magreta: villaggio dell'età del bronzo medio. Scavo in concessione al Museo Archeologico.

1987-88: Modena, Piazza Grande: necropoli ed edifici (VI-XV sec.). Direzione congiunta Museo e Soprintendenza Archeologica.1990-91: Formigine, Rabina di Magreta, Podere decima: (VI-IV sec. a.C., età etrusca e celtica). Collaborazione Museo, Soprintendenza Archeologica, Ecole Francaise di Roma, Ecole del Hautes Etudes di Parigi.1993-95: Cittanova, resti di una fornace romana e necropoli con 144 tombe. Collaborazione Museo e Soprintendenza.

1993: Castelfranco, Forte Urbano, insediamento V-IV secolo a.C. Direzione congiunta Soprintendenza e Museo.

1994: Baggiovara scavi nell’area dell’Ospedale nuovo. Collaborazione Museo e Soprintendenza.

1994:Casinalbo: inizia lo scavo della necropoli di età del bronzo che continuerà con le campagne di scavo degli anni.1995, 1997, 1998, 2003- 2005 e 2007. Scavo in concessione al Museo Archeologico

1996-2001: scavo della Terramara di Montale. Scavo in concessione al Museo Archeologico.

2002-2004:  scavo della terramara di Gaggio (Castelfranco Emilia). Direzione congiunta Museo e Soprintendenza Archeologica.

2005-2006:  S. Giulia di Palagano: scavo del sito archeologico dell'età del bronzo. Collaborazione Università di Modena e Reggio Emilia e Museo Archeologico

2006-2007: Modena, Piazza Roma, sondaggio di scavo per individuare i resti delle mura di età romana e lo stato di conservazione dei depositi archeologici. Collaborazione Soprintendenza Archeologica, Università di Modena e Reggio Emilia e MuseoArcheologico

2007:  Campagnola di Palagano: scavo del sito archeologico dell'età del bronzo. Collaborazione Università di Modena e Reggio Emilia e Museo Archeologico

 

Carta archeologica e archeologia preventiva

1987: in allegato al volume Modena dalle origini all’anno mille vengono pubblicate le carte archeologiche della città e del territorio del Comune di Modena che comprendono tutti i rinvenimenti archeologici noti effettuati a partire dal medioevo. Confluiscono in questa carta i risultati delle ricognizioni effettuate dal museo

1989: La carta archeologica viene recepita nel regolamento del PRG del Comune di Modena. Si stabiliscono livelli diversificati di controllo archeologico in relazione agli interventi edilizi. Al museo è demandato il compito di redigere le istruttorie archeologiche che accompagnano le pratiche edilizie.

1991 Viene avviato il progetto “Mutina” per la realizzazione di una banca dati e relativa cartografia digitalizzata dei siti archeologici del Modenese (con il Contributo dell’Istituto per i Beni Culturali della regione Emilia Romagna).

1993: Convenzione con la Provincia di Modena per l’estensione della carta archeologica e del sistema “Mutina” all’intero territorio Provinciale.

1997:  con un accordo tra museo, Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna e Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna nasce il progetto CART con l’obiettivo di diffondere il progetto “Mutina” su base regionale, progetto che nei fatti resterà operativo soltanto per il comune di Modena.

2003 / 2006: Vengono pubblicati i due primi volumi della Carta archeologica della Provincia di Modena


Documentazione, studio e restauro

1965-1981: inventariazione, schedatura e restauri di reperti archeologici provenienti dalle collezioni ottocentesche e dei reperti della Collezione Malavolti.

1982: indagine conoscitiva sul patrimonio museale e sulla dinamica di formazione delle raccolte archeologiche ed etnologiche propedeutica al lavoro della commissione di esperti nominata dall’Assessorato per delineare un progetto di riqualificazione dei Musei Civici (ricerche a cura di D. Nasi (raccolte archeologiche) e  Ilaria Pulini (sezione etnografica) agli atti nell’archivio del museo)

1985-1989: in occasione dei lavori di riordino delle raccolte in previsione della riapertura del Museo vengono effettuati puntuali riscontri sugli inventari ottocenteschi delle raccolte archeologiche ed etnologiche e  i restauri dei materiali selezionati per l’esposizione. Campagne fotografiche degli allestimenti delle due sezioni, della maggior parte dei reperti archeologici ed etnologici oggetto di nuove schedature.

1994 (?): viene avviato il progetto di microscavo delle urne cinerarie di Casinalbo. In parallelo si da inizio alla campagna di restauro delle urne.

2001-2003: attività di studio e ricerca per la progettazione del parco della terramara di Montale

2001-2007: attività di studio, ricerca e restauro finalizzate alla pubblicazione scientifica degli scavi della terramara di Montale e della Necropoli di Casinalbo.

 

Attività di formazione, tirocini e tesi di laurea

A partire dal 1982 il museo ha ripetutamente offerto opportunità di studio a studenti universitari nell’ambito di stages e tirocini formativi o di ricerche finalizzate a tesi di laurea o di specializzazione. Questo aspetto è stato ulteriormente potenziato in seguito alla creazione del Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e ad un conseguente accordo di collaborazione fra Museo e Università per la formazione degli studenti nell’ambito delle discipline archeologiche.

 

Tesi su materiali archeologici del Modenese

 Laureando

Relatore

Università

Titolo

Anno acc.

G. Squadrini

Prof. G.A. Mansuelli

Bologna, Lettere Classiche

La necropoli della Galassina di Castelvetro e i problemi connessi.

1982-‘83

M. Angela Molducci

Prof. G.A. Mansuelli

Bologna,

Lettere Classiche

L’insediamento etrusco nel Preappennino in destra del Panaro

1982-‘83

Federica Ferri

Prof. G.A. Mansuelli

Bologna, Storia antica

L’insediamento etrusco in sinistra del Panaro

1985-‘86

Chiara Michelini

Prof. G. Bejor

Pisa, Lettere e Filosofia

Il territorio di Savignano sul Panaro in età romana nei materiali della Collezione Crespellani del Museo Civico di Modena

1985-‘86

Cristiana Zanasi

Prof.ssa G. Bermond Montanari

Bologna, Storia antica

L’insediamento preistorico di Redù

1985-‘86

Benedetta Mariotti

Prof.ssa E. Ercolani Cocchi

Bologna, Storia antica

La circolazione monetale in territorio modenese dall’età repubblicana all’alto impero, volumi I-III

1990-‘91

Corrado Bergomi

Prof.ssa E. Ercolani Cocchi

Bologna, Storia antica

Monete romane di età imperiale conservate nel Civico Museo di Modena, volume I-II

1991-‘92

Massimo Balboni

Prof.ssa E. Ercolani Cocchi

Bologna, Storia antica

Circolazione monetaria nel territorio modenese dal II al V sec. d.C.

1993-‘94

Cornelia Homann

Prof.?  H. Hauptmann

Heidelberg

La Tesa ????

1994

Valentina Imbeni

Prof. ? G.L. Garagnani

Bologna, Chimica Industriale

Studio delle tecnologie metallurgiche in uso presso gli abitanti delle “Terramare” (sec. XVI-XII a.C.) mediante analisi chimica e microstrutturale di manufatti metallici

1994-‘95

Stefania Spaggiari

Prof. G. Sassatelli

Bologna, Storia antica

Popolamento dell’Appennino modenese tra la fine dell’età del bronzo e l’inizio dell’età del ferro

1994-‘95

Simona Mellini

Prof..ssa E. Ercolani Cocchi

Bologna, Specializzazione

Aspetti della circolazione monetale nel territorio modenese da materiali provenienti da ricognizioni

1996-‘97

Manuela Taglini

Prof.ssa C.A. Accorsi

Modena, Biologia animale

Analisi pollinica di saggio per la Terramara di Montale e la necropoli di Casinalbo

1998

Federica Uggeri

Prof.ssa E. Ercolani Cocchi

Bologna,

Storia Antica

Monete greche conservate presso i Civici Musei di Modena: provenienze e ipotesi di circolazione

1998-‘99

Valeria Corazza

Prof. R. Peroni

Roma, Lettere

Le terramare della Bassa modenese

1999-‘00

Francesca Porta

Prof.ssa L. Laurencich

Bologna, Conservazione dei Beni Culturali

Restauro di cinque urne cinerarie dell’età del bronzo

1999-‘00

Sabrina Vecchi

Prof. M. Tosi

Bologna, Storia antica

L’abitato terramaricolo di Tabina di Magreta (Formigine, Modena). I reperti archeologici dell’età del bronzo.

1999-‘00

Cristiana Ruggini

Prof. A. Cazzella

Roma, Lettere

I resti faunistici della Terramara di Montale nel quadro delle economie produttive dell’età del bronzo nell’Italia settentrionale

2000-‘01

Francesca Panini

Prof. ? F. Bocchi

Bologna, Conservazione dei Beni Culturali

Fortificazioni e idrografia a Modena in età medievale

2001-‘01

Noelle Provenzano

Prof. ? R. Chenorkian

Marsiglia, Preistoria e Antropologia

Les industries en os et bois de cervides des terramares emiliennes

2001

Rossana Gabusi

Prof. M. Cattani

Bologna, Conservazione dei Beni Culturali

Analisi degli abitati dell’età del bronzo di Gazzade (Castelnuovo R., MO) e della Cappuccina (Formigine, MO)

2002-‘03

Alessandra Cianciosi

Prof. S. Gelichi

Parma, Lettere

L’insediamento post-antico nel territorio del Comune di Formigine. Risultati e prospettive di una ricerca archeologica

2002-‘03

Concetta M. Venezia

Prof..ssa ? L. Forlani

Modea, Scienze Naturali

Legni e manufatti di età romana (prima metà I sec. d.C.) provenienti dal sondaggio stratigrafico nella sede cenrale della Cassa di Risparmio di Modena

2003-‘04

Lisa Berni

Prof. P. Biagi

Bologna, Archeologia e Conservazione dei Beni Archeologici (Specialistica)

Il recente neolitico di tradizione occidentale dell’Italia padana. Il caso del Pescale (Scavi Malavolti 1940-42, Prignano s. Secchia, Mo)

2003-‘04

Niccolò Morandi

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze dei Beni Culturali

La produzione ceramica nella Terramara di Montale. Classificazione delle anse dalle fasi  I-III (scavi 1998-2001). Tipologia ed analisi della distribuzione stratigrafica

2003-‘04

Valentina Cannavò

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze dei Beni Culturali

La produzione ceramica nella Terramara di Montale. Classificazione delle forme aperte delle fasi  I-II (scavi 1998-2001). Tipologia ed analisi della distribuzione stratigrafica

2003-‘04

Elisa Fraulini

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze dei Beni Culturali

L’alta pianura modenese tra la media e la recente età del ronzo. Aspetti paleoeconomici e dell’organizzazione del territorio.

2003-‘04

Enea Restelli

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Milano, Lettere

Classiche

Ceramica etrusca arcaica da recenti scavi a Baggiovara di Modena: ciotole e scodelle

2003-‘04

Zamboni Lorenzo

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Milano, Lettere

Classiche

Un insediamento produttivo nell’abitato etrusco-arcaico di Baggiovara di Modena

2003-‘04

Francesca Nunziati

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Milano, Lettere

Classiche

Ceramica etrusca arcaica da recenti scavi a Baggiovara di Modena: forme chiuse e mortai

2003-‘04

Francesca Ferrara

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Milano, Lettere

Classiche

La ceramica domestica del sito etrusco-arcaico di Baggiovara-Case Vandelli

2004-‘05

Sara Menescardi

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Milano, Lettere Classiche

Eramica d’uso quotidiano dell’Etruria padana: forme aperte (Baggiovara-Case Vandelli)

2004-‘05

Patrizia Boccolini

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Milano, Scuola di Specializzazione in Archeologia

Tombe di VIII-VII sec. A.C. nel Modenese. La necropoli di Savignano sul Panaro.

2004-‘05

Romina Zanuccoli

Prof. M. Cattani

Bologna, Conservazione dei Beni Culturali

Gli abitati dell’età del bronzo perifluviali: il caso della Terramara di Redù

2004-‘05

Francesca Panini

Prof.? F. Bocchi

Bologna, Dottorato

Morfologia urbana e fortificazioni a Modena dal tardo antico al IV secolo

2004-‘05

Elisa Casinieri

Prof. G. Bottazzi

Parma, Conservazione dei  Beni Culturali

Insediamenti medievali e rinascimentali nella pianura modenese tra Panaro e Naviglio

2004-‘05

Francesca Guandalini

Prof. L. Quilici

Bologna, Dottorato in Archeologia

Studio topografico di un territorio dell’entroterra modenese: la zona collinare compresa tra il corso del fiume Secchia e il torrente Tiepido

2005-‘06

Francesca Foroni

Prof.ssa S. Santoro

Bologna, Conservazione dei Beni Culturali

I mosaici nel Modenese: aspetti tecnici e motivi decorativi

2005-‘06

Cecilia Stoppani

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Milano, Lettere Classiche

Materiali etruschi di età arcaica dagli scavi di Baggiovara (Modena)

2005-‘06

Ilsa Orani

Prof.ssa L. Cattani

Ravenna, Conservazione dei Beni Culturali

Le evidenze archeologiche di Mezzavia di Sassuolo nel quadro del Neolitico ed Eneolitico dell’Italia Settentrionale

2005-‘06

Monia Barbieri

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze dei Beni Culturali

Le forme di fusione del Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena: classificazione tipologica e caratterizzazione dei litotipi.

2005-‘06

Luca Pellegrini

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze dei Beni Culturali

Le forme chiuse delle fasi III-IV dello scavo della Terramara di Montale.

2005-‘06

Laura Cionini

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze dei Beni Culturali

Ciotole e tazze delle fasi IX-XIII dalo scavo della Terramara di Montale.

2005-‘06

Licia Diamanti

Prof. G. Bottazzi

Parma, Conservazione Beni Culturali

Insediamenti medievali nel Frignano (secoli VI-XVI)

2005-‘06

Valentina Cannavò

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze per il Recupero e la Conservazione del Patrimonio Archeologico

(Specialistica)

Classificazione e seriazione cronologica delle ciotole e tazze dello scavo di Montale

2006-‘07

Claudio Cavazzuti

Prof. A. Cardarelli

Modena, Scienze per il Recupero e la Conservazione del Patrimonio Archeologico

(Specialistica)

I resti umani della necropoli ad incinerazione dell’età del bronzo di Casinalbo (MO)

2006-‘07

Lucia Ragni

Prof.ssa M. P. Rossignani

Milano, Scuola di Specializzazione in Archeologia

La ceramica a vernice nera: produzione e distribuzione nel territorio modenese. Spunti per un inquadramento storico ed economico.

2006-‘07

 

 

Tesi di carattere generale con riferimento al Modenese

 

Laureando

Relatore

Università

Titolo

Anno acc.

Monica Roncaglia

Prof.? M. Marini

Modena, Scienze Biologiche

Fauna, ambiente ed alimentazione umana in età romana e nel Medioevo attraverso lo studio dei reperti ossei recuperati durante gli scavi nelle città dell’Emilia

1993-‘94

Gunther Kaufmann

Prof. R. Peroni

Roma, Lettere

Studi di cronologia dell’antica età del bronzo nell’Italia settentrionale

1995-‘96

Mario Calice

Prof.ssa C. Chiaramonte Trerè

Torino, Lettere

La ceramica etrusco-padana. Problemi di tipologia e cronologia

1997-’98

Paola Tacconi

Prof. L. Guerra

Bologna, Scienze dell’Educazione

Le tecnologie al servizio della didattica museale

1997-‘98

Andrea Di Renzoni

Prof. R. Peroni

Roma, Lettere

L’evoluzione del sistema insediativo delle terramare

2000-‘01

Annalisa Santunione

Prof. ? T. Addabbo

Modena, Economia Aziendale

Economia dei sistemi museali: offerta, domanda, sistemi di qualità

2000-‘01

Rossella Rinaldi

Prof.ssa M. Bandini Mazzanti

Modena, Scienze dei Beni Culturali

Analisi morfobiometriche degli endocarpi delle corniole nell’età del bronzo e nel periodo romano in E. Romagna

2003-‘04

Isabella Guerra

Prof.? A. Serra

Bologna, DAMS

Percorsi didattici per bambini nei musei

2003-‘04

Giuliana Occhipinti

Prof.ssa S. Santoro

Bologna, Conservazione dei Beni Culturali

La metodologia della comunicazione nei musei di preistoria e protostoria dell’Emilia Romagna

2004-‘05

Valeria Corazza

Prof. R. Peroni

Roma, Lettere, dottorato

Anse e decorazioni delle terramare: classificazione, cronologia, gruppi locali e aspetti simbolici

2005

Lara Comis

Prof. R. Peroni?

Roma, Lettere?

Experimental archaeology in northern Italy. A survey of  methodologies

2006?

 

PRINCIPALI INIZIATIVE PUBBLICHE

Attività espositive


1965

Civiltà  preistoriche e protostoriche del Modenese. Mostra a cura di Benedetto Benedetti,

allestita nel salone del Museo Archeologico dopo avere smantellato il percorso di visita ottocentesco.

1973

“Invito ai Musei”. L'iniziativa, promossa dall'Assessorato alla Cultura, coinvolge i Musei Civici (Archeologico Etnologico, di Storia e Arte Medievale e Moderna e del Risorgimento), la Biblioteca Poletti, l'Archivio Storico Comunale  e il Museo Lapidario Estense.

1975

La preistoria modenese nella Raccolta Malavolti. Mostra a cura di B. Benedetti, allestita presso la sala mostre della Biblioteca di Storia dell'Arte  “L. Poletti” (18 ottobre – 9 novembre).

1978

Le incisioni rupestri della Val Camonica, con riferimenti alle età coeve nel Modenese. Mostra di riproduzioni grafiche delle incisioni camune integrata con l'esposizione di oggetti di scavo, di epoca preistorica conservati presso il Museo Archeologico di Modena (17 novembre – 3 dicembre), a cura di E. Anati e B. Benedetti.

1980

 Arte e rituali nell'antico Perù. Mostra a cura di B. Benedetti, L. Laurencich Minelli, I. Pulini allestita presso il Collegio S. Carlo (8 maggio – 1 giugno), con catalogo. Mostra di antichità precolombiane del Perù conservate presso il Museo Civico Archeologico Etnologico.

1981

Collaborazione alla realizzazione della mostra Materiali e immagini di storia naturale (21 marzo – 7 giugno) organizzata dall'Istituto di Zoologia dell'Università di Modena con prestito di materiali ai fini espositivi e redazione di un testo per il catalogo della mostra.

1982

La riscoperta dell'Egitto nel secolo XIX: i primi fotografi. Mostra in collaborazione con Galleria Civica, Museo Egizio di Torino e il Centre Culturel Franco-Italien de Turin, allestita presso la Palazzina dei Giardini (18 marzo – 18  aprile, con depliant). A complemento della mostra fotografica vengono esposti reperti della collezione egizia del Museo Archeologico.

1983

Collaborazione alla mostra Indios del Brasile a cura del Museo Etnografico “L. Pigorini” di Roma con prestito di materiali della sezione etnologica e redazione di schede per il catalogo.

1983-1984

Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano. Mostra a cura di Giovanna Bermond Montanari, Andrea Carandini, Andrea Cardarelli, Emilio Gabba, Marinella Pasquinucci, Salvatore Settis, allestita presso la Galleria Civica (11 dicembre 1983 – 12 febbraio 1984). Alla prima sezione della mostra, che illustrava la problematica generale della centuriazione e le metodologie utilizzate nello studio dei terrirtori centuriati, seguiva una seconda sezione nella quale i temi precedentemente affrontati venivano applicati all'esame di un “caso” particolare: l'agro modenese. Catalogo in 2 voll. 

(circa 2800 presenze)

1989

Modena dalle Origini all'anno Mille. Mostra a cura di Giovanna Bergonzi, Giovanna Bermond Montanari, Andrea Cardarelli, Mauro Cremaschi, Sauro Gelichi, Nicoletta Giordani, Luigi Malnati, Maria Cecilia Parra, allestita presso la Galleria Civica (28 gennaio – 11 giugno). La mostra, nata da un lavoro comune per la realizzazione della carta archeologica urbana e del territorio modenese, è il risultato di una stretta collaborazione fra il Museo Civico Archeologico Etnologico e la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna. Catalogo in 2 voll. e guida alla mostra.

(19.711 presenze)

1991-1992

Etruschi: fra tutti i popoli il più religioso. Testimonianze votive dai Musei di Modena, Reggio Emilia e Marzabotto. (dicembre 1991 – marzo 1992) Mostra allestita nel salone del Museo Archeologico in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna, Civici  Musei di Reggio Emilia,  Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto. La mostra, corredata da un percorso didattico con immagini digitalizzate su Personal Computer e da un quaderno didattico, offre un panorama articolato di testimonianze votive dell'Etruria tirrenica e dell'Etruria padana fra IV e II sec. a.C. (5301 presenze)

1992

Partecipazione all'Expo di Siviglia (15 – 29 giugno) con il prestito di reperti di epoca etrusca provenienti dalla Galassina di Castelvetro.

1992-1993

Tesori di Modena. Recenti acquisizioni dei musei pubblici e degli istituti bancari cittadini. (dicembre 1992 – gennaio 1993) Mostra allestita al piano terra del Palazzo Comunale. La mostra documenta l'impegno  convergente dei Musei e della Galleria Civica, della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Modena e Reggio Emilia e delle tre banche cittadine – Banca popolare dell'Emilia Romagna, Banco San Geminiano e San Prospero, Carimonte Banca S.p.a. Giornale di Mostra (3609 presenze)

1993

La più antica storia dell'uomo: il Paleolitico (febbraio – maggio) Mostra didattica allestita presso il Museo in collaborazione con L'Istituto di Paleontologia Umana di Roma. La mostra, corredata da un quaderno didattico per gli alunni delle scuole superiori, presenta una serie di reperti, dal Paleolitico inferiore a quello superiore, provenienti da varie zone dell'Europa e dell'Italia.

Tessuti delle Ande: una tradizione millenaria. (28 maggio – 23 giugno) Mostra allestita presso il Museo civico a cura di Sophie Desrosiers e Ilaria Pulini. La mostra, dedicata alla produzione tessile attuale della regione andina, offre interessanti spunti per cogliere gli elementi di continuità che caratterizzano la produzione tessile andina dalle epoche anteriori alla conquista fino ad oggi (456 presenze).

1994

Il Tesoro nel Pozzo. Pozzi-deposito e tesaurizzazioni nell'antica Emilia. (5 marzo – 1 maggio) Mostra allestita alla Galleria Civica a cura di Sauro Gelichi e Nicoletta Giordani. La mostra offre un panorama della regione padana dagli ultimi secoli dell'Impero Romano ai Longobardi attraverso splendide testimonianze archeologiche dai tesori e dai pozzi deposito. Con catalogo.

(5500 presenze)

1994-95

Uno sguardo sull'Antico Egitto, (6 dicembre – febbraio) piccola esposizione di antichità egizie di proprietà del Museo Etnologico allestita presso il salone del Museo Archeologico (allestita come momento informativo propedeutico ad un ciclo di conferenze)

1995

Gli eroi ritornano. Castores: l'immagine dei dioscuri a Roma (Foro Boario, 25 febbraio – 14 maggio, 17000 presenze). Mostra allestita al Foro Boario, presentata dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, Soprintendenza Archeologica di Roma con la collaborazione del Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena. La mostra espone reperti che illustrano l’origine e la diffuzione del culto di Castore e Polluce nell’Italia romana e preromana. Fra questi la celebre Cista Ficoroni. Guida alla mostra . Produzione di Album di figurine per ragazzi. Visite guidate e incontri con gli insegnanti.

1997

Le Terramare: la più antica civiltà padana, a cura di Maria Bernabò Brea, Andrea Cardarelli, Mauro Cremaschi. Mostra allestita presso il Foro Boario ( 15 marzo – 22 giugno). Parte dell’allestimento e il percorso didattico per scuole e famiglie che affiancava la mostra vengono riproposti dal 19 ottobre 1997 al 15 febbraio 1998 La mostra fa il punto delle ricerche sugli abitati sorti nella pianura padana durante l'Età del Bronzo tra la fine del XVII e il XIII secolo a.C. e pone le basi per le ricerche successive. Con catalogo, guida in italiano e inglese e videocassetta  VHS. (39.000 presenze).

1998

Tra meridiani e paralleli. Viaggio intorno al mondo della corvetta “Vettor Pisani” 1882 – 1885. Mostra allestita nelle sale del Museo Etnologico. La mostra, organizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Imola, offre l'opportunità di vedere accostate alle raccolte Boccolari  e Parenti esposte nelle sale del Museo di Modena le immagini di un suggestivo reportage fotografico che documenta il viaggio della Pisani, con catalogo (edito per l’edizione imolese) e giornale di mostra.

1999-2000

2000 anni dopo. Nuove acquisizioni e restauri nelle raccolte di età romana

Mostra allestita nella Sala dell'Archeologia (28 dicembre – 20 febbraio). La mostra, che allude nel titolo all'avvento del nuovo millennio, è stata realizzata nell'ambito dell'iniziativa Il gusto della scoperta organizzata dai Musei Civici in occasione delle festività natalizie.

(3778 presenze)

2000-2001

Gli Etruschi e gli Altri. Testimonianze dall'Etruria e dall'Italia preromana nelle raccolte civiche. Mostra allestita nella Sala dell'Archeologia (7 dicembre -28 gennaio). Esposizione, in concomitanza con il ciclo di lezioni e visite guidate, di  raccolte etrusche di proprietà civica (2583 presenze)

2001

Mutina. Riscoperta di una città romana. (24 febbraio) Presentazione del CD ROM presso il teatro Storchi. Il cd rom fornisce una mappa articolata dei rinvenimenti archeologici urbani effettuati nel corso dei secoli dal medioevo ad oggi. Animazioni e ricostruzioni tridimensionali fanno rivivere i luoghi più significativi, pubblici e privati di Mutina (700 presenze)

2002

Ad oriente di Mutina. (29 settembre – 8 ottobre) Mostra documentaria nell'ambito della manifestazione “Alle radici del nostro territorio” organizzata dalla Circoscrizione 2 San Lazzaro-Modena Est- Crocetta allestita presso la Circoscrizione 2  (800 presenze)

2005

Archeologia dei sapori (22 maggio – 26 giugno). Mostra realizzata al Parco di Montale sull’alimentazione nelle terramare con presentazione dei dati delle analisi archeobotaniche e archeozoologiche in collaborazione con il Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La mostra è stata organizzata nell’ambito della rassegna Cibi e sapori nell’Italia antica promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali  (2235 presenze) e dell’iniziativa Musei da gustare organizzata dalla Provincia di Modena, Sistema museale

I segreti della spada del guerriero (1 ottobre – 27 novembre 2005). Mostra che espone la celebre spada in bronzo rinvenuta nel 1949 a Santa Giulia (Monchio) e conservata presso il Museo Archeologico di Modena e altri materiali dell’età del Bronzo provenienti da ricerche recenti nella valle del Dragone. La mostra, organizzata in collaborazione con il Museo Archeologico di Modena, è stata allestita nel Centro Servizi del Parco S. Giulia.

2005-2006

Sguardi da lontano. Mostra allestita nelle sale del Museo Archeologico Etnologico (18 dicembre – 18 giugno). Mostra di fotografie di viaggio ed esplorazioni del mondo nelle raccolte del Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena. Con catalogo a cura di Ilaria Pulini e Chiara Dall'Olio .

2006

Uomini e Dei delle montagne. Insediamenti e culti nell'Appenino modenese fra II e I millennio a.C. Mostra allestita nella Sala dell'Archeologia (13 aprile – 9 luglio). L'esposizione, affiancata all'edizione scientifica dell'atlante dei beni  archeologici, si sofferma sulle caratteristiche degli insediamenti umani e su alcuni eccezionali rinvenimenti di carattere cultuale che fanno luce sulle credenze religiose delle antiche genti dell'Appennino. Dopo l’edizione modenese la mostra viene presentata al Parco della Resistenza di Monte Santa Giulia, sede di un importante ritrovamento (dal 15 luglio al 24 settembre) e a Pavullo presso le Gallerie Civiche di Palazzo Ducale (dal 21 ottobre al 14 gennaio). In quest’ultima sede viene proposto anche un percorso didattico per le scuole del territorio.

La stanza della Sirena. Mostra allestita in collaborazione con il Museo d'Arte in occasione del Festival della Filosofia (15 – 24 settembre). Gli spazi espositivi dei Musei Civici diventano teatro di un viaggio altamente evocativo alla scoperta del mito della Sirena, essere dalle ibride sembianze che da sempre dimora nell'immaginario collettivo arricchendosi di nuove forme e significati.

Il passato presente. Archeologia degli spazi urbani. Mostra allestita nel Cortile del  Lapidario Romano dei Musei Civici (23 ottobre – 26 novembre). La mostra, organizzata in occasione del Festival dell'Architettura 3,  illustra il ritrovamento delle mura romane nel centro storico di Modena e rilancia il dibattito sui modi di valorizzazione dell'antico nella città contemporanea.

2007

Modena Addis Abeba andata e ritorno. Esperienze italiane nel Corno d'Africa. Mostra in due sedi:  Cortile del  Lapidario Romano e Fotomuseo Panini (22 aprile – 1 luglio). La mostra, proposta dalle associazioni di volontariato Moxa-Modena per gli altri e Hewo-Modena, raccoglie le memorie di tanti modenesi che a partire dalla fine dell'800 furono testimoni e protagonisti della vicenda coloniale italiana in Africa Orientale. Con Catalogo.

La stanza dell'Alchimista. In collaborazione con il Museo d'Arte in occasione del Festival della Filosofia (14 – 30 Settembre). Installazione evocativa incentrata attorno ad un antico athanor (forno alchemico) con una scelta di alambicchi, storte e vasi provenienti dall'antica Farmacia Franzoni-Vandelli di Sassuolo, appartenenti alle raccolte del Museo Civico d'Arte.

Grandi, belle e rarissime specie. La vita e le ricerche di Francesco Coppi. Mostra in collaborazione con il Comune di Maranello, Dipartimento di Paleobiologia dell’Orto Botanico e Società dei Naturalisti e Matematici di Modena.  Con Guida e quaderno didattico.

2007-2008

Benvenuta Vetilia. Esposizione nel Lapidario Romano del monumento di Vetilia Egloge, rinvenuto nel corso di scavi sulla via Emilia Est.

 

Conferenze, iniziative ed eventi

1978

Conferenza di E. Anati, presidente del Centro Camuno di Studi Preistorici, in occasione dell’inaugurazione della mostra Le incisioni rupestri della Val Camonica, con riferimenti alle età coeve nel Modenese (18 novembre).

1979

Archeologia: preistoria e storia in Emilia Romagna. 3 marzo - 9 aprile, incontri-dibattito tenuti presso la Sala di Cultura

M. Cremaschi, Culture paleolitiche e mesolitiche in campo padano

B. Bagolini, L'origine del neolitico in Emilia nel quadro dell'Italia Settentrionale

B. Benedetti, L'età del bronzo in Emilia e Romagna e il problema delle “terramare”

G. Ambrosetti, Problemi interpretativi per la civiltà etrusca

                         Momenti di civiltà etrusca

V. Righini, Romanizzazione dell'Emilia e Romagna e considerazioni relative a Mutina romana

A. Broglio, La metodologia della ricerca nl campo delle scienze preistoriche

 

Incontri con l'antichità. 7 – 21 dicembre, ciclo di conferenze tenuto presso la Sala di Cultura.

V. Manfredi, Progetto Anabasi. Un programma scientifico dell'Università Cattolica ricostruisce sul terreno la ritirata dei diecimila

L. Laurencich Minelli, Metodologia americanistica: ricerche sulle culture indigene della Costa Rica meridionale dal 400 a.C. a oggi

L. Follo, Problemi della conservazione

 

1979-80

Ciclo di conferenze organizzato dal Museo e tenuto presso la sala di Cultura (i testi sono stati editi in dispense)

A. Broglio, I metodi della ricerca preistorica

C. Govi Morigi, La prima età del ferro in Emilia Romagna

B. Benedetti, L'età del bronzo nel Modenese

B. Bagolini, Situazione delle conoscenze ed attuali problemi sul neolitico dell'Italia Settentrionale

P. di Pietro, La medicina nel mondo romano

 

1980

Conferenza di presentazione della mostra Arti e Rituali nell’antico Perù:

L.Laurencich Minelli, Antico Perù (8 maggio, Collegio S. Carlo)

 

Aspetti della civiltà romana in Emilia e nel Modenese, 11-22 aprile,  incontri-dibattito tenuti presso la Sala di Cultura

B. Benedetti, Il territorio modenese dalla fine della preistoria alla conquista romana

D. Scagliarini Corlaita, Città e campagna in Emilia durante l'età romana

F. Rebecchi, Aspetti della scultura romana nel modenese

F. Violi, I nomi locali modenesi di origine romana

 

1981

Conferenza Tessitura precolombiana e moderna nelle Ande tenuta il 30 maggio presso la Sala di Cultura da S. Desrosiers a conclusione di un corso di sulle tecniche di tessitura nelle Ande.

 

1982

Museo – territorio. Beni culturali cittadini: consistenze patrimoniali, caratteristiche, documentazione. (gennaio – maggio) Ciclo di conferenze tenuto presso il Palazzo dei Musei

F. Liverani, Graffiti dell'area estense. Maioliche cinquecentesche. Bianchi faentini

F. Liverani, Maioliche settecentesche italiane di varie fabbriche. Terraglie e maioliche dell'ottocento

B. Benedetti, La cultura modenese nella seconda metà dell'ottocento e la nascita della preistoria

V. Fusco, L'alba dell'umanità e lo sviluppo della tecnologia preistorica

D. Bertolani Marchetti, I pollini fossili nella ricostruzione dei climi e degli ambienti del passato

M. Cremaschi, Variazioni ambientali nell'area padana durante il pleistocene

G. Guandalini, La raccolta di antichi tessuti Luigi Alberto Gandini del Museo civico di storia e arte medievale e moderna di Modema

E.Bazzani, M. Cuoghi Costantini, I. Silvestri, I tessuti della raccolta Gandini: metodi di studio e intervento

L. Farina Massaccesi, I tessuti della raccolta Gandini: problemi di conservazione

G. Guandalini, Testimonianze medievali presso il Museo civico dal territorio modenese

G. Tabarroni, La raccolta di antichi strumenti scientifici

F. Rebecchi, Il Museo lapidario estense

F. Rebecchi e G. Trovabene, Il Museo lapidario del Duomo

I.Pulini, Dinamica di formazione delle raccolte etnologiche modenesi

O. Baracchi Giovanardi, Il Palazzo Comunale e le sue sale più antiche

G: Susini, A proposito delle pitture della Sala del Fuoco: episodi di storia romana

 

1983

Archeologia Oggi, ciclo di conferenze tenute presso la Sala di Cultura ((febbraio - marzo) di cui vengono successivamente pubblicati i testi:

S. Settis, Il ruolo dell'archeologo oggi. Il lavoro dell'archeologo e la progettazione urbana: un progetto per Roma

A. Cardarelli, L'interesse per il passato tra mito e scienza

C. Parra, Medioevo e coscienza dell'antico

A. Cazzella, L'organizzazione socio-economica delle società preistoriche

B. Andreae, L'archeologia subacquea

 

1984

In collegamento alla mostra Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano, viene organizzato un incontro sul tema Mostrare, narrare, insegnare la storia presso la Sala di Cultura, relatori: S. Settis, E. Gabba, A. Carandini, C. Ginzburg.

 

1985

La macchina del tempo. L'evoluzione culturale: una prospettiva antropologica fra passato e presente, ciclo di conferenze di archeologia e archeologia (marzo - aprile)

I primi gruppi umani: B. Chiarelli, Origine della socialità e delle cultura umana; C. Peretto, L'accampamento di Isernia: una comunità di cacciatori di 700.000 anni fa

Società e cultura dei cacciatori raccoglitori:M. Arioti, La società dei cacciatori-raccoglitori: i pigmei Mbuti; A. Bietti, I gruppi di cacciatori-raccoglitori del paleolitico

Società e cultura dei gruppi di agricoltori e allevatori: B. Bagolini, Il neolitico e l'origine delle società produttive; L. Moruzzi, Una società africana di orticultori: i Lese dello Zaire

Dalla tribù allo stato primitivo: l'emergere della stratificazione sociale: G. Bermond Montanari, L'età del rame – L'emergere del ruolo del guerriero; R. Peroni, “Dalla tribù allo Stato” nell'Europa protostorica; A.M. Bietti Sestieri, Dai dati funerari alla struttura sociale: la comunità laziale di Osteria dell'Osa (Roma)/ P. Scarduelli, I Nias dell'arcipelago indonesiano

La formazione dello Stato primitivo: A. Palmieri, L'insorgenza di aspetti statali in Mesopotamia ed aree perimesopotaniche: gli scavi di Arslantepe, Malatya (Turchia); P. Scarduelli, La formazione dello Stato Azteco

Etnostoria ed etnoarcheologia: I. Pulini, Etnostoria ed  etnoarcheologia; F. Remotti, Le capitali mobili dell'Africa centrale.

 

1990

Inaugurazione dei Museo Civico dopo gli interventi di ristrutturazione e riordino delle raccolte (aprile).

 

1991

3 Conferenze  (fra marzo e maggio) di Valerio Massimo Manfredi sul tema della battaglia di Modena in relazione all’iniziativa didattica Ritorno al passato. Quel giorno di 2034 anni fa a Modena...

 

1992

Una sera al Museo Archeologico. (21 maggio – 16 giugno; 3 - 26 novembre) 4 cicli di 4 visite guidate alle collezioni archeologiche con l'ausilio di proiezioni  di diapositive.

Expo di Siviglia: padiglione Emilia Romagna. Vengono esposti i bronzi della necropoli etrusca della Galassina di Castelvetro.

El Dorado: splendori e miserie. 26 marzo- 12 aprile. Ciclo di 4 conferenze, filmati e visite guidate  alle raccolte etnologiche in occasione del cinquecentenario della scoperta dell'America.

 

1993

Mutina: vita e morte in una città romana. (4 – 30 maggio) Ciclo di lezioni e visite guidate a musei e siti archeologici (Modena, Rimini, Russi, Aquileia). Sede: Centro S. Chiara.

Conferenza di Federico Zeri sui I cataloghi dei musei civici in occasione della presentazione dei primi tre volumi della nuova collana dei musei civici (fra cui il catalogo dei tessuti Precolombiani) 28 maggio.

 

Notturno al Museo. Aperture serali del Museo con incontri a tema. 22 settembre 169 presenze, 13 ottobre. Presentazione delle audioguide del museo.

 

1993-1994

I martedì del Museo Archeologico Etnologico (aprile 1993 - marzo 1994) Ciclo di conferenze tenute presso il Centro S. Chiara.

Andrea Cardarelli: L'uomo di Similaun e il suo mondo. 6 aprile  

Fabio Parenti: I più antichi abitanti del nuovo continente.  27 aprile

Venceslas Kruta: I Celti nell'Italia antica 5 ottobre

M. Callari Galli, A. Cardarelli, F. Parenti: Preistoria. Il lungo tempo delle origini,  presentazione del libro Gli italiani dell'età della pietra di Giovanni Maria Pace 22 marzo ’94

Una sera al Museo Archeologico. (Novembre 1993-Febbraio 1994) Ciclo di 4 visite guidate alle collezioni archeologiche con l'ausilio di proiezioni  di diapositive.

 

1994

Conferenza di presentazione del volume Introduzione alla protostoria italiana, (23 maggio) a cura di R. Peroni presso il Collegio S. Carlo

Notturno al Museo. Visite guidate alla mostra Il tesoro nel Pozzo (totale 193 presenze). Conferenza su “La Venere di Savignano” (51 presenze). Conferenza su “Terramare e palafitte”

Conoscere gli etruschi. (26 maggio -19 giugno) Ciclo di lezioni e visite guidate.

Visite guidate al Museo Archeologico (11 – 18 dicembre)

 

1995

Ciclo di visite guidate al Museo Archeologico (4 febbraio) ed al Museo Etnologico (6, 8 gennaio, 5 febbraio, 5 aprile).

Uno sguardo sull'Antico Egitto. (17 gennaio -21 febbraio) Ciclo di lezioni e visite guidate.

Ciclo di incontri in occasione della mostra Castores: l'immagine dei dioscuri a Roma (Foro Boario, 25 febbraio - 11 maggio):

Dei, eroi e uomini. Incontri sul mito. (28 febbraio – 26 aprile) Ciclo di 5 conferenze tenute presso l'Aula Magna della Facoltà di Economia e Commercio

Valerio Manfredi Gli eroi gemelli: il Mito dei Dioscuri

Valerio Manfredi Da Olimpia al circo: gare e atleti nel mondo antico

Riccardo Di Donato Mito e messaggio: immagini e racconti fra antropologia e storia.

Filippo Coarelli L'introduzione del mito greco a Roma.

Luigi Zoja Mito: attualità e senso del racconto antico per la psicologia moderna.

Ciclo di  2 lezioni e 3 visite guidate per insegnanti relative alla mostra Castores: l'immagine dei dioscuri a Roma.

Scopri l'intruso ... e voli a Parigi. (19 ottobre -9 novembre) Gioco serale riservato ai giovani dai 20 ai 30 anni, in collaborazione con il Museo d'Arte, con premio finale organizzato in 4 serate (422 presenze)

 

1995-1996

Il Natale brilla d'allegria. 21 dicembre 1995 – 7 gennaio 1996. Iniziativa organizzata in collaborazione con il Museo d'Arte.

 

1996

Conferenza di Riccardo Francovich in occasione della presentazione del catalogo Utensili, armi e ornamenti di età medievale da Montale e Gorzano. (19 gennaio) presso il Museo Archeologico

Viaggio nell'Italia Antica: la Magna Grecia. (2 aprile -28 maggio) Ciclo di lezioni e visite guidate tenute presso il Teatro Sacro Cuore.

Anna Maria Bietti Sestieri Una Comunità laziale dell'età del ferro, il complesso di Osteria dell'Osa

(10 settembre) conferenza tenuta presso il Teatro della Fondazione S. Carlo in occasione del XIII Congresso dell'unione internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche.

Dimostrazioni di archeologia sperimentale sulla fusione del bronzo con tecniche preistoriche realizzata da Markus Binggeli, Markus Binggeli, Adriano Boschetti, Felix Muller. Parco Novi Sad (1 e 2 ottobre)

Scopri la forma e ... voli a Londra. (31 ottobre -21 novembre) Gioco serale riservato ai giovani dai 20 ai 30 anni, in collaborazione con il Museo d'Arte, con premio finale organizzato in 4 serate (??? presenze)


1997

 Dolce vita in Terramara. Incontro con Francesco Guccini e Michele Smargiassi in concomitanza con la mostra sulle terramare.

 

1999

Viaggio nell'Italia antica: i luoghi della città romana

Ciclo di lezioni e visite guidate tenute presso il  Foro Boario, aula Magna della Facoltà di Economia e Commercio.

 

1999-2000

Il gusto della scoperta. Assaggi da Museo. Percorsi guidati & aperitivi e dessert da ricette di età romana e rinascimentale.

Iniziativa in collaborazione con il Museo Civico d'Arte (28 dicembre – 4 gennaio).che unisce alla visita guidata di alcuni settori dei due Musei una sperimentazione culinaria per riscoprire gusti e sapori dei periodi romano e rinascimentale.

 

2000

Viaggio nell'Italia antica. Gli etruschi e gli Altri. Ciclo di lezioni e visite guidate tenute presso la  Camera di Commercio, sala Leonelli.

 

2001

 Conferenza di Andrea Cardarelli in occasione della presentazione Mutina. Riscoperta di una città romana. ( Teatro storchi, 24 febbraio). Con buffet con assaggi da ricette di età romana.

Presentazione del nuovo allestimento del settore museale dedicato alla città romana di Mutina realizzato in collaborazione con l'associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Modenesi 22 dicembre

Inaugurazione del Lapidario Romano di Musei Civici. (23 marzo, piano terra del Palazzo dei Musei)

Una sera da Primus e Methena. (16 e 21 aprile) Visite guidate e percorsi multimediali attraverso le testimonianze monumentali del Lapidario Romano (583 presenze).

Incontro con Andrea Carandini e presentazione del volume Archeologia del Mito. Emozione e ragione fra primitivi e moderni. (Palazzo Carandini, 25 ottobre)

Interventi di Andrea Cardarelli, Marco Pacciarelli, Renato Peroni.

 

2003

 Fernando Malavolti naturalista e archeologo. 19 febbraio, Museo Archeologico. Seduta di studio, in collaborazione con l'Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Modena, sulla figura e le attività dello studioso modenese, intervengono Antonio Saltini, Andrea Cardarelli, Silvia Pellegrini, Benedetto Benedetti.

In occasione della Settimana della Cultura vengono presentati alcuni eventi legati alla città romana.

Suoni dall’antica Roma, musiche del gruppo Ludi Scaenici con copie di strumenti di età romana. 10 e 11 maggio nel Lapidario Romano dei Musei Civici (… presenze).

Storie di pietra, 4 appuntamenti per un laboratoroi didattico per bambini dagli 8 agli 11 anni. 6, 7, 8, 10 maggio nel Laboratorio Didattico del Palazzo dei Musei (… presenze)

Storie di pietra, 4 appuntamenti per percorsi guidati nei Lapidari del Palazzo dei Musei. 6, 7, 8, 10 maggio  (… presenze)

- Allestimento presso il Centro Commerciale La Rotonda di uno spazio multimediale dedicato alla cità romana di Mutina (5-11 maggio) (… presenze)

- Presentazione presso il Centro Commerciale La Rotonda del calco del rilievo marmoreo di età romana con fregio dei Niobidi (6 maggio) (… presenze)

Presentazione del I volume dell’Atlante dei Beni Archeologici della Provincia di Modena, dedicato al territorio della Pianura. Mirandola, Sala dei Contrari, (Novembre ) alla presenza degli autori: Andrea Cardarelli, Luigi Malnati, Nicoletta Giordani, Sauro Gelichi (la presentazione del volume verrà riproposta nel 2004 presso il comune di Carpi)

 

2004

 Inaugurazione del Parco Archeologico e Museo all'aperto della Terramara di Montale. Sabato 24 aprile (1100 presenze). Presentazione del progetto presso il Teatro Fondazione Collegio S.Carlo. Interventi di: Luigi Malnati, Giancarlo Pellacani, Anna Maria Bietti Sestieri, Renato Peroni. Presentazione del Progetto Archaeolive: parchi archeologici della Preistoria Europea (Ilaria Pulini, Gunter Schoebel, Fritz Eckart Barth). Presentazione del progetto del Parco di Montale  a cura di Andrea Cardarelli.

Eventi festivi aprile-giugno Parco di Montale

- aprile: presentazione di tutte le dimostrazioni di archeologia sperimentale (532 presenze);

- maggio: Modellazione della ceramica (208 presenze), Modellazione e cottura della ceramica (353 presenze), Fusione del bronzo (218 presenze), Al Parco con Aran, visite animate per bambini , Scheggiatura della pietra (175 presenze), Tessitura (137 presenze), Il primo fuoco “artificiale” (1095 presenze)

- giugno: Intrecci di salice (391 presenze),Fusione del bronzo (205 presenze), Fibre, filati e telai, laboratorio di tessitura per bambini, Tessitura (95 presenze), Modellazione e cottura della ceramica (240 presenze),Lavorazione del legno (161 presenze)

Eventi festivi settembre-ottobre Parco di Montale

- settembre: Tessitura (109 presenze), Al Parco con Aran, visite animate per bambini (… presenze), Lavorazione del legno (52 presenze), Modellazione e cottura della ceramica (207 presenze), Giornata Europea del Patrimonio: Intrecci di salice (791 presenze), Fusione del bronzo ( 364 presenze).

- ottobre: Modellazione della ceramica (52 presenze), Fibre, filati e telai, laboratorio di tessitura per bambini, Tessitura (276 presenze), Scheggiatura della pietra (195 presenze), Intrecci di salice (93 presenze)

 

2005

L’inaugurazione della mostra I segreti della spada del guerriero (1 ottobre – 27 novembre 2005) presso il  Centro Servizi del Parco S. Giulia. è stata preceduta da una giornata di studi e da una dimostrazione di archeologia sperimentale sulla fusione del bronzo.

Eventi festivi aprile-giugno Parco di Montale

- aprile: Lavorazione del corno di cervo (552 presenze). Tessitura (9 presenze), Ceramica amica, laboratorio per bambini sulla ceramica, Scheggiatura della pietra (322 presenze), Modellazione e cottura della ceramica (285 presenze), Modellazione e cottura della ceramica (306 presenze), Un filo tira l’altro, laboratorio per bambini sulla tessitura (.. presenze),

- maggio: Tessitura (382 presenze), Fusione del bronzo (401 presenze), Al Parco con Aran, visite animate per bambini, Intrecci di salice (292 presenze), Inaugurazione della mostra Archeologia dei sapori (602 presenze), Modellazione della ceramica (101 presenze)

- giugno: Fusione del bronzo (251 presenze),: Tessitura (114 presenze), Intrecci di salice (124 presenze), Archeologia dei sapori, con degustazioni dalle 19 fino a mezzanotte (293 presenze), 22 giugno: Lavorazione del legno (32 presenze)

In occasione della Settimana dei Beni Culturali e dell’iniziativa Musei da Gustare della Provincia di Modena-Sistema museale è stata realizzata la mostra Archeologia dei sapori sulle tematiche dell’alimentazione nelle terramare.

Eventi festivi settembre-ottobre Parco di Montale:

- settembre: Fusione del bronzo  (135 presenze), Arco al parco (415 presenze), Intrecci di salice (0 presenze), Giornata Europea del Patrimonio, Tessitura (842 presenze), ottobre: Modellazione della ceramica (114 presenze)

- ottobre: Fusione del bronzo (261 presenze), Scheggiatura della pietra (205 presenze),  Lavorazione del corno di cervo (120 presenze), Tessitura (339 presenze)

In occasione del festivalfilosofia 2005 sui sensi vengono realizzate

- dai Musei Civici l’iniziativa Oltre lo sguardo. Suggestioni tattili al Museo, in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero di Ancona. L’iniziativa prevede un percorso tra le sale del Museo Archeologico e del Museo d’Arte dove alcuni oggetti possono essere toccati dai visitatori accompagnati da archeologi e storici dell’arte. 16 e 17 settembre (450 presenze circa)

- dal Museo Archeologico l’iniziativa Ars musica, sonorità antiche con copie di strumenti di età romana a cura del gruppo Ludi Scaenici. 16 settembre (491 presenze)

 

2006

Presentazione del II volume dell'Atlante dei beni archeologici della Provincia di Modena dedicato al territorio della Montagna. Sala ex oratorio del Palazzo dei Musei (13 aprile). Conferenza di presentazione di A. Cardarelli: Archeologia della montagna modenese: dall'atlante alla mostra.

La valigia volante, appunti di viaggio di un antropologo. Conversazione di Franco La Cecla in occasione dell'iniziativa Il gusto di viaggiare in collaborazione con il Museo d'Arte tenutasi il 27 maggio presso i Musei Civici. (100 presenze circa)

Eventi festivi aprile-giugno Parco di Montale:

- aprile: Intrecci di salice (124 presenze), Un filo tira l’altro, laboratorio per bambini sula tessitura , Fusione del bronzo (230 presenze), Tessitura (272 presenze), Accensione del fuoco (188 presenze), Accensione del fuoco (200 presenze), Lavorazione del corno di cervo (169 presenze),

- maggio: Lavorazione del cuoio (213 presenze), Al Parco con Aran, visite animate per bambini, Scheggiatura della pietra (249 presenze), Ceramica amica, laboratorio per bambini sulla ceramica, Lavorazione del legno (91 presenze), Modellazione e cottura della ceramica (156 presenze), Musei da gustare, Tessitura (175 presenze)

- giugno: Fusione del bronzo (388 presenze), Modellazione della ceramica (108 presenze), Scheggiatura della pietra (168 presenze), Intrecci di salice  e di erbe palustri (24 presenze), Il grano, la farina, il pane: dimostrazioni e assaggi (120 presenze)

Nei sabati sera di giugno Stelle e scintille, la fusione del bronzo di notte (282 presenze)

Eventi settembre-ottobre Parco di Montale

- settembre: Fusione del bronzo (135 presenze), Lavorazione del corno di cervo (115 presenze), Arco al Parco (449 presenze)

- ottobre: Scheggiatura della pietra (162 presenze), Le grandi opere delle terramare (171 presenze), Tessitura (181 presenze), Le grandi opere delle terramare (168 presenze),Le grandi opere delle terramare (131 presenze)

In occasione della ricostruzione della porta di accesso al villaggio, il team del VIAS, Vienna Institute for Experimental Archaeology, che realizza i lavori, ha tenuto dimostrazioni di archeologia sperimentale del legno.

Autunno 2006. Presentazione nella sala dell’ex oratorio di palazzo dei Musei del volume: Archeologia dell’Emilia Romagna a cura di Maria Elena Barbieri e Valentina Manzelli, Editrice Zecca Poligrafica dello Stato, Roma 2006

 

2007

Eventi festivi aprile-giugno Parco di Montale:

- aprile: Costruire senza mattoni: le case delle terramare (90 presenze), Tessitura (191 presenze), Costruire senza mattoni: le case delle terramare (462 presenze), Modellazione della ceramica (261 presenze), Intrecci di salice (130 presenze), Lavorazione del legno (360 presenze), Fusione del bronzo (242 presenze),

- maggio: Tessitura (227 presenze), Lavorazione del corno di cervo (216 presenze), Intrecci di salice (299 presenze), Archeologia sperimentale della ceramica e laboratorio per bambini (402 presenze), Archeologia sperimentale della ceramica e laboratorio per bambini(155 presenze)

- giugno: Tessitura (5 presenze), Lavorazione del legno (98 presenze), Intrecci di salice e di erbe palustri (99 presenze), Fusione del bronzo (127 presenze), Il grano, la farina, il pane: dimostrazioni e assaggi (88 presenze)

Nelle giornate del 20 e 27 maggio vengono proposte al pubblico del Parco due dimostrazioni di archeologia sperimentale sulla produzione di vasi nell’età del Bronzo. Il  progetto è stato realizzato da Sara Levi dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dal ceramista Ives Brodà e dagli operatori del Parco.

Djset. con Jamaica Original Sound organizzato in collegamento con la mostra Modena Addis Abeba andata e ritorno nell’ambito della manifestazione Il gusto di sentire. Eventi, incontri, degustazioni nei musei modenesi svoltasi il 5 e il 6 maggio a cura della provincia di Modena.

Eventi settembre-ottobre Parco di Montale:

- settembre: Fusione del bronzo (49 presenze), Scheggiatura della pietra (139 presenze), Modellazione della ceramica, con laboratorio per bambini (209 presenze), Tessitura, con laboratorio per bambini (167 presenze), Gli artigiani delle Terramare (811 presenze)

- ottobre: Intrecci di salice (135  presenze), Lavorazione del legno (123 presenze), Fusione del bronzo (299 presenze), Tessitura (127 presenze)

 

Corsi e seminari di studio


1981

 Corso di Tessitura Andina della durata di due giorni in collaborazione con il Centro Italiano per lo Studio della Storia del Tessuto tenuto da Sophie Desrosiers del Musée de l'Homme di Parigi.

1992

L'età dei metalli: dal villaggio alla città. Seminario di studi (43 iscritti).

2005

Corso di formazione sulla fusione del bronzo per operatori del Parco con gli specialisti Markus Binggeli e Markus  Binggeli (4-8 maggio  )

Corso di Formazione per operatori del Parco con lezioni tenute da Andrea Cardarelli, Renato Peroni, Ilaria Pulini, Cristiana Zanasi (25 febbraio-19 marzo)

2006

Corso di Formazione per operatori del parco di Montale con lezioni tenute da Andrea Cardarelli, Ilaria Pulini, Cristiana Zanasi, Maria Grazia Lucchi, Ilaria Cassetta (12 settembre-17 settembre)

Corso di Bioarcheologia tenuto da Loretana Salvadei e Simone Mantini presso l’Università di Modena  e Reggio Emilia in collaborazione con il Museo Archeologico (maggio-giugno?)

2007

Avvio di un progetto di archeologia sperimentale sulla tecnologia della ceramica nelle terramare a cura di Sara Levi del’Università di Modena e Reggio Emilia con la collaborazione del ceramista Yves Brodà.

Giornata di formazione per gli operatori del Parco con lezione di Andrea Cardarelli (22 novembre)

 

CONSULENTI SCIENTIFICI E CULTURALI


(Per le consulenze relative a mostre e cataloghi si rimanda ai colophon e alle referenze citate nei volumi; le collaborazioni coordinate e continuative e i contratti annuali sono stati inseriti nella sezione della struttura organizzativa)

1965-1980

Per tutti gli anni ’60 e ’70 i consulenti scientifici e culturali del Museo Archeologico Etnologico facevano prevalentemente parte delle istituzioni locali e regionali, l'elenco che segue è puramente indicativo:

Funzionari della Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna (V. Gentili, G. Bermond Montanari, M. G. Maioli)

Docenti Università di Modena (D. Bertolani Marchetti), Bologna (G. Mansuelli, G. Susini, V. Righini, F. Rebecchi, B. Bagolini,  L. Laurencich Minelli), Ferrara (A. Broglio), Trento (B. Bagolini) e Milano (P. Biagi)

Direttori e funzionari dei Musei della regione (G. Ambrosetti, C. Morigi Govi)

Studiosi di storia locale associati alla Deputazione di Storia Patria ed all'Accademia di Scienze, lettere ed Arti.

 

1981-1990

 Fra il 1982 e il 1983 viene nominata una commissione composta da S. Settis, M. Ferretti, A. Buzzoni, P. L. Castagnoli e P. Fossati con il compito di elaborare un progetto di riordino dei Musei Civici di Modena.

Fra il 1985 e il 1990 il riordino dei diversi settori del museo finalizzato alla riapertura a medio termine del museo venne portato avanti in collaborazione con i funzionari di zona della Soprintendenza Archeologica (G. Steffè, L.Malnati, N.Giordani, S. Gelichi) e a M. C. Parra (Università di Pisa), coadiuvati da archeologi e laureandi o neolaureati dell’Università di Bologna e di Pisa (Lorenza Bronzoni, Angela Mutti, Cristiana Zanasi, Enrica Cerchi, Donato Labate, Maurizio Cattani, Giandomenico Bergonzini, Chiara Michelini).

Per la sezione etnologica ci si è avvalsi della collaborazione di esperti delle diverse aree geografiche: G. Verardi (materiali provenienti dall'India), E. Kondo (materiali provenienti da Cina e Giappone), G. Pernigotti (materiali dell'Egitto antico), S. Desrosiers (tessuti precolombiani), Maurizio Gnerre (raccolte dell’Amazzonia), Giancarlo Scoditti, Marina Penelope (Nuova Guinea).

 

1998-2004

 Per il progetto del Parco archeologico e Museo all'aperto della Terramara di Montale: Riccardo Merlo, Renato Peroni, Donato Labate e Gianluca Pellacani

 

2003-2007

Per gli studi sulle terramara di Gaggio e Montale: Donato Labate

 

PARTNERSHIP, COLLABORAZIONI E RETI DI RELAZIONI

Il museo intrattiene inoltre rapporti con vari Enti, Istituti, Società ed Associazioni che, in relazione al loro statuto, partecipano in varie forme (sostegno economico, consulenza  scientifica, supporto organizzativo ecc.) all'elaborazione ed alla realizzazione di progetti specifici:

Il rapporto con la Soprintendenza Archeologica è regolato dalla normativa nazionale sui beni culturali  in base alla quale lo stato detiene la proprietà dei beni archeologici rinvenuti dopo il 1913 ed esercita la tutela su tutti i beni archeologici, pubblici e privati presenti sul territorio nazionale. Conseguentemente la Soprintendenza autorizza depositi e prestiti di materiali e le concessioni di cavo archeologico. Dal 1989 La Soprintendenza ha concordato con il museo l’utilizzo della carta archeologica come strumento di tutela preventiva nell’ambito della programmazione urbanistica e territoriale del Comune di Modena.

La Provincia di Modena nel 1983 ha stretto un accordo di convenzione con il museo per l’estensione del sistema Mutina al territorio provinciale.  In seguito attraverso accordi specifici sono stati realizzati i primi due volumi dell’Atlante dei Beni Archeologici della Provincia di Modena. Il terzo volume è attualmente in fase di realizzazione.

Con specifici finanziamenti in Conto capitale ha inoltre finanziato la realizzazione del Parco archeologico e Museo all’Aperto della Terramara di Montale.

L’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna ha finanziato schedature di materiali etnologici nella prima metà degli anni ’80; agli inizi degli anni ’90 ha finanziato l’informatizzazione della carta archeologica (sistema Mutina).

In base alla legge 18/2000 ha finanziato con varie tranches la realizzazione del Parco archeologico e Museo all’Aperto della Terramara di Montale e più recentemente (2007) il progetto di riassetto dell’ingresso del museo, attualmente in fase di realizzazione.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha sostenuto parte dei costi di promozione per l’inaugurazione del Parco Archeologico e Museo all’Aperto della Terramara di Montale.

Nel 2003 è stato siglato un accordo di convenzione con l’Università di Modena e Reggio Emilia  per promuovere ricerchem studi e collaborazioni nell’ambito della ricerca archeologica.

Un accordo di convenzione per progetti formativi legati a tirocinii e stages è stato siglato anche con l’Università di Bologna.

Dal 2004 assieme al Museo d’Arte il Museo ha iniziato a collaborare con la Fondazione S.Carlo progettando installazioni a tema nell’ambito dell’annuale Festival della Filosofia.

Collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Modenesi costituitasi nel 1992 su iniziativa di Gaetano Rossi, allora consigliere comunale nel PLI.

La gestione del Parco Archeologico  di Montale è regolata da una convenzione fra il Comune di Modena e il Comune di Castelnuovo Rangone valida fino al 4/2010.

Il museo tramite il Parco Archeologico e Museo all’Aperto ha inoltre sviluppato una rete di collaborazioni transnazionali  che si sono avvalse di finanziamenti europei:

1) fra il 1998 e il 2003 il Museo ha guidato come capo progetto il progetto Archaeolive che ha coinvolto  accanto al Museo di Modena, il Museo di Storia Naturale di Vienna e il Museo delle Palafitte di Untruhldingen sul Lago di Costanza. Il progetto ha messo a confronto tre esperienze affini di parchi archeologiuci della protostoria europea con il proposito di valorizzare l’età del bronzo come momento in cui per la prima volta si concretizza una forte unità culturale del continente europeo.

2) Il 2006 ha visto la nascita del progetto denominato LiveARCH, che vede la partecipazione di otto musei all’aperto di altrettante nazioni europee.  Obiettivo della rete LIVEARCH, che ha ottenuto un finanziamento di oltre 800.000 euro dall’Unione Europea, è quello di promuovere la conoscenza della storia più antica con modalità alternative rispetto alla tradizionale fruizione museale, utilizzando, così come ha fatto il Museo di Modena a Montale con il Parco della Terramara,  ricostruzioni di luoghi e ambienti del passato sulla scorta dei dati archeologici. Sono i cosiddetti “open air museums”, dove il pubblico è invitato a sperimentare dal vivo atmosfere e modi di vita delle antiche popolazioni.

LIVEARCH sarà articolato su tre anni (2007-2009) e prevede lo scambio di esperienze, collaborazioni e buone pratiche fra gli otto musei aderenti. Oltre a Modena, con il Parco Archeologico e Museo all’Aperto della Terramara di Montale, fanno parte del team: Eindhoven (Olanda), Unteruhldingen (Germania), Szazhalombatta (Ungheria), Bostad (isole Lofoten - Norvegia), Kenmore (Scozia),  Riga (Lettonia) e Hollviken (Svezia). Ciascuno di questi musei rappresenta un particolare momento della storia più antica del proprio paese, in un quadro variegato di proposte che spaziano dal neolitico, con gli abitati lacustri del lago di Costanza in Germania al medioevo, con i villaggi vichinghi di Svezia e Norvegia.

Nell’ambito del progetto sono previsti momenti di approfondimento e divulgazione presso le sedi di ogni museo aderente: Modena, che per questa azione comunitaria si avvale anche del supporto tecnico del Progetto Europa del Comune, ha in previsione un appuntamento pubblico per la primavera 2009 in occasione del quale verrà presentata la guida dei principali “open air musems” di Europa, frutto del lavoro congiunto degli otto partners  che sarà edita a cura del Museo Civico Archeologico di Modena.

 

PUBBLICO DI RIFERIMENTO

I totali delle presenze nelle sale museali  comprendono anche il pubblico scolastico e si riferiscono ad entrambi i Musei Civici perchè il percorso espositivo si sviluppa in continuità, dalle sale del Museo d'Arte a quelle del Museo Archeologico Etnologico.

1960-1969

1960

1961

1962

1963

1964

1965

1966

1967

1968

1969

4.954

4.600

7.314

8.615

9.986

6.919

6.786

11.446

10.088

10.355

 

1970-1979

1970

1971

1972

1973

1974

1975

1976

1977

1978

1979

10.535

8.294

6.013 

10.106 

13.325

15.660

16.377

20.209

20.000 c.

...............

 Si ricorda che i musei sono stati chiusi al pubblico dal 13 giugno 1972 al 20 ottobre 1973 per lavori di riordino e parziale riallestimento delle raccolte in preparazione dell'iniziativa “Invito ai Musei”; in quel periodo fu consentita la visita solo agli studiosi e alle scolaresche (1972-1973).

Agli atti di entrambi musei non risultano i dati  relativi ai primissimi anni Ottanta; si potrà comunque estendere la ricerca nell'archivio dell'Assessorato alla Cultura.

Si segnala inoltre che dal dicembre 1983 all’aprile del 1990 i musei sono rimasti chiusi al pubblico per consentire i lavori di restauro delle sale  e di riordino delle raccolte.

Per quanto riguarda i dati dal 1990 ad oggi si rimanda all’Allegato 4, segnalando che per il 1997 e il 2005   il calo di affluenza nelle sale museali è da correlarsi all'apertura di importanti mostre in sedi esterne: Terramare (1997) e Nicolò dell'Abate (2005), che hanno assorbito l'intero budget annuale del museo impegnato nell'organizzazione delle iniziative.

 

ATTIVITÀ PER LE SCUOLE

 

 1964 – 1972

Nel corso della Direzione Benedetti l’esigenza di aprire il Museo alle scuole si concretizza, a partire dal 1964, quando ancora non era stato modificato l’allestimento ottocentesco, nella proposta, rivolta ai Presidi delle scuole modenesi, di una “preliminare conoscenza dei materiali e dei criteri di presentazione” attraverso l’allestimento “provvisorio” di una vetrina didattica contenente “materiali tipici delle varie età in un’ideale successione stratigrafica”.

In parallelo al nuovo allestimento della sezione archeologica (1965) , orientato ad una comunicazione didattica e didascalica del materiale esposto, prende l’avvio un progetto mirato alle scuole che si esplicita in due proposte: un corso, articolato in 50 lezioni, rivolto agli insegnanti per favorire un corretto approccio all’archeologia; la realizzazione di “cassette didattiche archeologiche”, progettate per essere “noleggiate” alle scuole. Le cassette contengono materiali preistorici autentici, prelevati dai depositi del Museo e appartenenti a raccolte ottocentesche extraprovinciali o a raccolte di provenienza locale ma prive di indicazioni. Lo scopo di questo strumento è quello di favorire un contatto diretto con i reperti archeologici che permetta un approccio più consapevole alla successiva visita al Museo.

 

1973 – 1980

Negli anni Settanta l'attività didattica, promossa dall'Assessorato alla Cultura e curata da Marina Armandi, Maria Canova e Daniela Nasi, si svolge all'interno del museo nelle sale delle raccolte etnografiche chiuse al pubblico. L'attività è stata oggetto di comunicazioni a vari convegni e dibattiti sul tema della didattica museale tenuti in Italia tra il 1975 e il 1979.

anno scolastico 1973-1974:  Nell'ambito dell'iniziativa “Invito ai Musei”, vengono effettuate visite guidate rivolte alle scuole elementari e medie inferiori. In collaborazione con il coordinamento delle scuole dell'infanzia viene avviata  una sperimentazione rivolta all’ultima sezione dal titolo “Vivere. I primi uomini”. Vengono allestiti una saletta didattica e un laboratorio contigui alle sale espositive.

anno scolastico 1974-75: L'esperienza condotta con le scuole dell'infanzia viene allargata alle scuole elementari e medie inferiori – con le variazioni suggerite dalle diverse capacità ricettive e critiche dei ragazzi - per verificare le possibilità didattiche del metodo in relazione a differenti fasce scolastiche. Viene mantenuto il servizio di visite guidate.

anno scolastico 1975-76: Vengono apportate modifiche e ampliamenti delle proposte per  soddisfare differenti  esigenze  e un maggior numero di richieste. Le visite guidate vengono sostituite con una serie di 6 audiovisivi - corredati di un ciclostilato con la trascrizione del testo e l'elenco delle immagini - riguardanti la storia di Modena a partire dalla preistoria del territorio (modenese) fino all'Ottocento. Gli audiovisivi sono stati realizzati dal Servizio didattico e vengono proiettati in una delle sale dedicate agli incontri con le classi.

anni scolastici 1976-77 e 1977-78:  Prosecuzione delle esperienze avviate, sempre precedute da incontri con gli insegnanti ai quali vengono forniti materiali di supporto (bibliografie, selezioni di documenti, schede di lavoro per i ragazzi). Viene istituito un servizio di prestito di diateche, corredate del testo dell'audiovisivo e delle didascalie delle immagini.

19 giugno 1977:  Incontro regionale sulla didattica del museo a cura dell'Assessorato alla Cultura e del Servizio didattico; comunicazione dei dati del censimento dei servizi didattici operanti in Italia  raccolti mediante un questionario inviato ai  musei nazionali e civici.

anni scolastici 1978-79  e 1979-80: prosecuzione delle esperienze avviate.

Nel 1981 le attività vengono ridotte  per consentire l’avvio dei lavori di riordino del museo e sospese nel 1983 con la chiusura al pubblico del museo

 

1990 – 1996

Dopo la riapertura dei Musei Civici si impone l’esigenza di riallacciare un legame con le scuole in modo da rendere fruibile un patrimonio che, coerentemente con i programmi scolastici, rappresenta un supporto insostituibile per affrontare le tematiche storico archeologiche e in particolare quelle relative alla storia della città e del territorio. Il coordinamento delle attività didattiche è affidato a Luana Ponzoni, che aveva già maturato numerose esperienze nel campo pedagogico didattico, soprattutto in relazione a tematiche di ambito artistico. Il progetto prevede inizialmente momenti di incontro con gli insegnanti e iniziative legate a mostre didattiche; in un secondo momento la proposta si struttura nella realizzazione di quaderni didattici tematici in grado di accompagnare la classe nel percorso museale ma utilizzabili anche a scuola per verifiche e approfondimenti. La visita viene effettuata dagli insegnanti ai quali viene proposto dal Museo un momento propedeutico di illustrazione delle singole raccolte con il referente didattico (direttore?). Presso il Centro Documentazione Educativa del Comune vengono inoltre messi a disposizione degli insegnanti album di diapositive accompagnate da accurate descrizioni e testi di riferimento.

Proposte per le scuole

anno scolastico 1990-‘91

Visite guidate di introduzione alle raccolte archeologiche ed etnologiche per insegnanti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori. A questa iniziativa hanno fatto seguito le visite condotte dagli insegnanti stessi (3300 presenze).

anno scolastico 1991-‘92

In occasione della mostra Etruschi: fra tutti i popoli il più religioso. Testimonianze votive dai Musei di Modena, Reggio Emilia e Marzabotto viene realizzato un quaderno didattico a cura di Elisabetta Govi.

anno scolastico 1993-94

Vengono promossi specifici percorsi didattici per gli alunni del II° ciclo della scuola elementare,  della scuola media e della scuola superiore..

I percorsi proposti sono:

La meravigliosa  storia dell'uomo: dal Paleolitico all’età del Bronzo per scuole elementari e medie. Quaderni didattici La più antica storia dell’uomo: il Paleolitico a cura di Luana Ponzoni; La più antica storia dell'uomo: Il Neolitico e l’età dei metalli a cura di Cristiana Zanasi.

La preistoria dell’uomo per scuole superiori. Quaderno didattico a cura di Cristiana Zanasi.

Gli Etruschi a Modena: vita e morte, per scuole elementari e medie. Quaderno didattico a cura di Luana Ponzoni.

Gli Etruschi: la colonizzazione del territorio modenese, per scuole superiori. Quaderno didattico a cura di Augusto Gianferrari.

Alla ricerca dell’oggetto misterioso  (scuole elementari)

I quaderni per le scuole elementari e medie si articolano in tre parti: informazione sul tema proposto (da leggere in classe), osservazione dei reperti (da compilare al Museo), verifica dell'acquisizione del contenuto proposto (da compilare in classe). I quaderni per le scuole superiori sono organizzati per temi di approfondimento

anno scolastico 1995-96:

Alle proposte didattiche già esistenti viene aggiunto il percorso Museo Archeologico Etnologico, rivolto alle classi elementari, medie e superiori. Attraverso i numerosi reperti esposti la visita consente uno sguardo di insieme alle raccolte archeologiche, dal Paleolitico al Medioevo, e alle raccolte etnografiche. E’ previsto un incontro con gli insegnanti propedeutico alla visita. Sono inoltre disponibili presso il C.D.E. materiale bibliografico e diapositive.

Per le scuole medie viene inserito Scopriamo e ricostruiamo l'oggetto misterioso. Gioco organizzato dai Musei Civici per gli alunni del secondo ciclo della scuola elementare e della scuola media inferiore accompagnati da un animatore del Museo.

 

Proposte per bambini e ragazzi (extrascolastiche)

1991

Ritorno al passato. Quel giorno do 2034 anni fa a Modena... Concorso a premi riservato ai ragazzi dai 13 ai 19 anni per la realizzazione di un racconto storico sul tema della “battaglia di Modena.” preceduto da 3 conferenze tenute da Valerio Manfredi nel periodo marzo maggio, premiazione 20 novembre. (1500 presenze, 26 elaborati presentati)

1992

Alla ricerca dell'oggetto misterioso. Domenica pomeriggio al Museo, gioco per ragazzi dai 6 ai 12 anni.  (29 marzo, 26 aprile, 31 maggio, 28 giugno) gioco in collaborazione con il Museo d'Arte Medievale e Moderna. A cura di Luana Ponzoni (850 presenze)

1993

In occasione della mostra divulgativa La più antica storia dell'uomo: il Paleolitico, allestita presso il Museo in collaborazione con L'Istituto di Paleontologia Umana di Roma vengono realizzati il quaderno didattico dal titolo La più antica storia dell’uomo: il Paleolitico, per le scuole elementari e medie, a cura di Luana Ponzoni e il quaderno didattico La preistoria dell’uomo, per le scuole superiori, a cura di Cristiana Zanasi.

Scopriamo e ricostruiamo l'oggetto misterioso. Domenica pomeriggio al Museo, gioco per ragazzi dai 6 ai 12 anni.  (28 marzo, 25 aprile, 30 maggio, 27 giugno) gioco in collaborazione con il Museo d'Arte.

1994

Scopriamo e ricostruiamo l'oggetto misterioso  (13 febbraio, 13 marzo, 10 aprile, 8 maggio)

1995

Occhio alla forma. Domenica pomeriggio al Museo, gioco per ragazzi dai 6 ai 12 anni.  (26 febbraio, 26 marzo, 30 aprile, 28 maggio) nuovo gioco in collaborazione con il Museo d'Arte.

1996

Occhio alla forma. (25 febbraio, 31 marzo, 28 aprile, 26 maggio)

 

1996 -2007

anno scolastico 1996-97

Da questa data i giochi sopracitati vengono riproposti annualmente alle classi

Dal 1997 il coordinamento dell’attività didattica del Museo Civico Archeologico Etnologico viene affidato a Cristiana Zanasi che, precedentemente all’iniziativa Esplorando una terramara, si era occupata della realizzazione di quaderni didattici per il Museo e aveva svolto attività di scavo, ricerca archeologica e didattica nella Cooperativa AR/S Archeosistemi. La strategia che viene portata avanti è quella di sviluppare un rapporto dialettico con le scuole con l’obiettivo di individuare le modalità più adeguate per coniugare i risultati della ricerca scientifica alla didattica dell’archeologia. La progettazione didattica dei prossimi anni ruota attorno a due temi ai quali il Museo dedica approfondite ricerche scientifiche: le Terramare e la città romana di Mutina. L’attività didattica legata al tema delle terramare si concretizza nei percorsi collegati al Parco di Montale (inaugurato nel 2004). La ricca offerta formativa dedicata alla città romana trae spunto dalla realizzazione del cd rom Mutina (2001) e dall’allestimento del nuvo Lapidario Romano dei Musei Civici (2002).

A seguito dell’esperienza collegata alla mostra sulle terramare tutti i nuovi percorsi didattici sono improntati a una modalità fortemente interattiva e condotti da un operatore. Gli operatori vengono selezionati sulla base del curriculum universitario e/o prefessionale e adeguatamente formati sia sugli aspetti contenutistici che sulle modalità di rapporto con il pubblico scolastico. Vengono predisposti questionari specifici per ogni percorso allo scopo di monitorare costantemente l’attività e ricevere dagli insegnanti valutazioni e suggerimenti in merito ad ogni proposta didattica.

Esplorando una terramara. Marzo – Giugno 1997. Percorso didattico per la scuola elementare e media inferiore collegato alla mostra Terramare. La più antica civiltà padana. La mostra è stata affiancata da un'esposizione interattiva per il pubblico delle famiglie e delle scuole elementari e medie progettata da Cristiana Zanasi con l'obiettivo di coinvolgere bambini e ragazzi in attività che permettessero di conoscere il mondo delle terramare attraverso l'esperienza diretta con momenti di sperimentazione e gioco. Sono state predisposte schede didattiche per insegnanti e alunni. Il percorso didattico è stato riproposto successivamente alla chiusura della mostra fra il 19 ottobre 1997 e il 15 febbraio 1998 arricchito da un’animazione teatrale e da un concorso a premi per il miglior reportage sulle terramare collegato alla rivista Scoperte doc. (presenze totali Esplorando una terramara: 12.682).

anno scolastico 1997-98

Viene introdotto il percorso Dalla foresta al museo. Percorso attraverso le raccolte etnologiche dell'Amazzonia. Percorso didattico per gli alunni della V° classe elementare e gli studenti della scuola media. La visita, guidata dall'insegnate di classe, offre ai ragazzi l'opportunità di accostarsi ad una raccolta museale di oggetti etnografici, ricevendo informazioni sul loro uso, sul loro significato, sul contesto geografico, storico e sociale in cui trovano il loro senso. Attraverso i materiali esposti vengono affrontati alcuni aspetti fra i più significativi della vita degli indios amazzonici. Un quaderno didattico, a cura di Piero Sacchetto, accompagna i diversi momenti del percorso.

anno scolastico 1998-99

Viene introdotto il percorso  Modena sottosopra. Sulle tracce di Modena romana. Percorso didattico per gli alunni del II° ciclo della scuola elementare e gli studenti della scuola media. La visita, accompagnata da un'operatore specializzato, prevede un percorso che si configura come un'esplorazione del sottosuolo di Modena dove giace, ancora conservata, un'altra città: la romana Mutina.  Il legame fra la città antica e la città moderna viene stabilito attraverso la lettura delle “stratigrafie” più significative individuate in città: ogni strato racconta un pezzo di storia e la città viene proposta ai bambini come il risultato di numerosi mutamenti. Il coinvolgimento dei bambini è assicurato attraverso diversi momenti di manipolazione, simulazione, gioco e travestimento. Un quaderno didattico accompagna i diversi momenti del percorso.

anno scolastico 2000-01

Mutina per gioco: gioco a squadre attraverso i luoghi della città romana. Iniziativa collegata al cd rom e alla valorizzazione delle raccolte di età romana. Ai ragazzi delle scuole elementari viene proposta un'avvincente competizione a squadre che prevede risposte a quesiti e superamento di prove di abilità attraverso un percorso a tappe che si snoda fra i monumenti e gli edifici di Mutina, ricostruiti graficamente su una scenografia lunga 12 metri collocata nel salone del Museo Archeologico. Riproduzione delle scenografie per tutti, premi per i vincitori.

anno scolastico 2002-03

Viene introdotto il percorso  Storie di pietra. Un percorso interattivo nei lapidari romani del Palazzo dei Musei. Iniziativa collegata all'apertura di nuovi spazi espositivi del Lapidario Romano al piano terra del Palazzo dei Musei e alla riapertura del Museo Lapidario Estense. Il percorso, rivolto alle scuole elementari, ha l'obiettivo di guidare i bambini attraverso l'esposizione dei Lapidari romani creando le condizioni per un'adeguata comprensione delle tante informazioni che i monumenti funerari possono veicolare. Grazie alle iscrizioni e alle decorazioni dei monumenti e ad una serie di indizi i bambini scoprono quali figure popolavano la città romana. Per la classe: cartellina illustrata e materiale prodotto durante il percorso.

anno scolastico 2003-04

Viene introdotto il percorso La piccola  grande storia di un monumento funerario dell'antica Mutina. Il sarcofago di Piazza Matteotti. Il percorso rivolto alle scuole medie e al biennio delle superiori, oltre a raccontare  la storia di uno dei più importanti monumenti di Mutina, è stato progettato per permettere ai ragazzi di conoscere, sperimentandole, le tappe della ricerca che precedono l'esposizione di un reperto archeologico. Grazie alla realizzaione del modellino di un sarcofago romano, degli strati che lo ricoprivano e del suo contenuto i ragazzi conducono una vera e propeia ricerca archeologica.  Dossier per l'insegnante; riassunto illustrato per gli alunni.

Viene introdotto il percorso  Modena underground. La scoperta dell'antica Mutina. Percorso didattico per gli studenti della scuola secondaria di 2° grado. L'esperienza, guidata da un operatore, ha l'obiettivo di facilitare il collegamento fra materiale esposto e contesto di provenienza grazie all'utilizzo del cd rom sulla città romana. Nella seconda parte del percorso gli studenti, divisi per gruppi, sviluppano una ricerca tematica utilizzando i diversi “menù” del cd.

Nel 2004 la creazione del Parco archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale apre prospettive fortemente innovative per la didattica dell’archeologia: un luogo dove convivono un’area archeologica visitabile (la prima della provincia) e la ricostruzione filologica di parte del villaggio crea le condizioni per progettare un vero e proprio laboratorio sull’archeologia applicata alla preistoria. Da questi presupposti si sviluppano tre proposte didattiche modulate sui programmi scolastici e la diversa preparazione delle scuole elementari, medie e superiori. Il minimo comune denominatore delle proposte privilegia, rispetto all’approccio evocativo, l’aspetto della metodologia della ricerca e veicola un messaggio di corretta valorizzazione di patrimonio archeologico qual è quello di Montale. I tre percorsi permettono a bambini e ragazzi di accedere a due diversi tipi di consapevolezze: 1) il contesto storico archeologico delle terramare, 2) il percorso di ricerca dell'archeologo dallo scavo alla ricostruzione. La metodologia è improntata a favorire l'esperienza diretta nel contatto con le ricostruzioni ed il coinvolgimento nel ripercorrere le tappe della ricerca. Schede didattiche e guida del parco

3500 anni fa nella grande pianura (scuole elementari)

Sperimentare per capire: i metodi dell'archeologo (scuole medie)

Sperimentare per capire: l'archeologia e la storia non scritta (scuole superiori)

anno scolastico 2004-2005

Viene introdotto il percorso L'eredità del mondo antico. Il percorso, a seguito dei cambiamenti introdotti dalla riforma dei programmi di storia, è rivolto alla scuola secondaria di 1° grado. Si propone come strumento per richiamare le conoscenze acquisite nella scuola primaria e introdurre gli scenari storici che verranno sviluppati nel primo anno della scuola secondaria. L’esperienza ha l'obiettivo di facilitare uno sguardo retrospettivo sulla storia dell'uomo, dal paleolitico alla caduta dell'impero romano, attraverso le testimonianze della cultura materiale recuperate nella città e nel territorio correlandole ai principali eventi del mondo antico. Poster illustrato per tutti i partecipanti.

Alle attività per le scuole si accompagnano proposte in orario extrascolastico per bambibi e ragazzi e a partire dal 2004 un programma per ragazzi con laboratori e animazioni presso il parco di montale (si veda sezione iniziative pubbliche per programma)

 

PUBBLICAZIONI

 

Cataloghi e guide

Museo Civico Archeologico. Guida, a cura di Benedetto Benedetti, Modena 1966

Arte e rituali nell’antico Perù

 Catalogo di mostra, a cura di Laura Laurencich Minelli. Modena, Edizioni Cooptip, 1980

cm 17x24, 111 p., 70 ill. b/n, € 5,10.

Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano

Catalogo di mostra, coordinamento scientifico di Salvatore Settis. Modena, Franco Cosimo Panini, 1983

cm 21x24, 318 p., 268 ill. b/n e colore, € 36,00.

Misurare la terra: centuriazione e coloni nel mondo romano. Il caso modenese

Catalogo di mostra, coordinamento scientifico di Salvatore Settis e Marinella Pasquinucci. Modena, Franco Cosimo Panini, 1983

cm 21x24, 149 p., 131 ill. b/n e colore, € 20,50.

Modena dalle origini all’anno Mille. Studi di archeologia e storia

Catalogo di mostra, coordinamento scientifico di Andrea Cardarelli. Modena, Franco Cosimo Panini, 1988, 2 voll.

cm 21x24, 612 + 534 p., 1075 ill. b/n e colore, € 129,00.

Modena dalle origini all’anno Mille.

 Guida alla mostra. Modena, Franco Cosimo Panini, 1988

cm 21x29,7, 104 p., ill. b/n e colore, € 9,30.

Museo Archeologico Etnologico

Guida del museo. Carpi, Nuova Grafica, 1990

cm 17x24, 54 p., ill. b/n e colore, € 5,10.

Musei Civici di Modena. Tessuti precolombiani

A cura di Sophie Desrosiers e Ilaria Pulini. Modena, Franco Cosimo Panini, 1992

cm 21x29,7, 206 p., 470 ill. b/n e colore, € 26,00.

* Esaurito

Il tesoro nel pozzo. Pozzi deposito e tesaurizzazioni nell’antica Emilia

Catalogo di mostra, a cura di Sauro Gelichi e Nicoletta Giordani. Modena, Franco Cosimo Panini, 1992

cm 21x29,7, 224 p., 307 ill. b/n e colore, € 26,00.

* Esaurito

Musei Civici di Modena. Schede di lavoro per il riordino delle raccolte. 1988-1990

A cura di Andrea Cardarelli, Enrica Pagella, Franca Stagi. Modena, 1994

cm 42x29,7, 70 p., ill. b/n, € 13,00.

Utensili, armi e ornamenti di età medioevale da Montale e Gorzano

A cura di Francesca Sogliani. Modena, Franco Cosimo Panini, 1995

cm 21x29,7, 137 p., ill. b/n e colore, € 20,50.

Le terramare. La più antica civiltà padana

Catalogo di mostra, a cura di Maria Bernabò Brea, Andrea Cardarelli, Mauro Cremaschi. Milano, Electa, 1997

cm 28x25, 801 p., ill. b/n e colore, € 62,00.

Tra meridiani e paralleli. Viaggio intorno al mondo della corvetta Vettor Pisani. 1882-1885

Guida alla mostra. Imola, 1998

cm 27,9x23,2, 22 p., 48 ill. b/n, € 2,60.

2000 anni dopo. Nuove acquisizioni e restauri nelle raccolte di età romana

Guida alla mostra. Modena, 2000

cm 21x29,7, 32 p., 49 ill. a colori, 1 ill. b/n., € 4,00.

Lapidario Romano dei Musei Civici di Modena

Testi di Andrea Cardarelli e Nicoletta Giordani. Modena, Il Fiorino, 2002

cm 24x17, 63 p., ill. colore, € 8,00.

Atlante dei beni archeologici della Provincia di Modena. I, Pianura

Firenze, All’Insegna del Giglio, 2003

cm 26,5x33, 230 p., 142 ill. b/n e 16 ill. colore, carta topografica allegata, € 35,00.

Parco archeologico e Museo all'aperto della Terramara di Montale

Guida a cura di Andrea Cardarelli. Carpi, Nuova Grafica, 2004

cm 13x21, 111 p.,

61 ill. b/n e 143 ill. colore, € 7,00.

Atlante dei beni archeologici della Provincia di Modena. II, Montagna

Firenze, All’Insegna del Giglio, 2006

cm 26,5x33, 243 p., 217 ill. b/n e 16 ill. colore, carta topografica allegata, € 35,00.

Atlante dei beni archeologici della Provincia di Modena. III, Collina e Alta Pianura

Firenze, All'Insegna del Giglio, in corso di stampa.

I. Pulini, C. Dall’Olio, Sguardi da lontano (catalogo della mostra), Modena 2005

C. Dall’Olio, I. Pulini, P. Bertella Farnetti, Modena-Addis Abeba andata e ritorno, Modena 2007.

 

Prodotti multimediali

3500 anni fa nella grande pianura

Videocassetta VHS. Prodotta dal Museo Civico Archeologico Etnologico e realizzata da Giochi Metropolitani, Divisione Audiovisivi, Studio Sign snc. Roma, 1997, € 15,50.

Mutina. Riscoperta di una città romana

CD ROM. Prodotto dal Museo Civico Archeologico Etnologico e realizzato da Giochi Metropolitani, Divisione Audiovisivi Studio Sign snc. Roma, 2002, ed. aggiornata con Lapidario Romano dei Musei Civici, € 26,00

(riduzione 30% per le scuole).

 

Riviste e quaderni

Emilia Preromana

Modena, Edizioni Cooptip.

Vol. VI, 1970, cm 17x24, 270 p., € 7,80.

Vol. VII, 1975, cm 17x24, 418 p., € 8,80.

Vol. VIII, 1980, cm 21x29,7, 120 p., € 9,80.

Vol. IX-X, 1981-82, cm 21x29,7, 330 p., € 19,60.

 

Quaderni del Museo Archeologico Etnologico di Modena I. Studi di Preistoria e Protostoria 1 (1994)

Modena, Tipografia Borghi, 1994, cm 21x29,7, 212 p., 133 ill. b/n., € 18,00.

 

Quaderni didattici

Modena, cm 21x29,7

Viaggio nell'Italia Antica: gli Etruschi. La colonizzazione etrusca nel territorio modenese

Per la scuola media superiore. 1992, 16 p., ill. b/n, € 1,30.

La più antica storia dell'uomo: il Paleolitico

Per la scuola elementare. 1993, 50 p., ill. b/n, € 1,30.

La preistoria dell'uomo

Per la scuola media superiore. 1993, 17 p., € 1,30.

La più antica storia dell'uomo: il Neolitico e l'età dei Metalli

Per la scuola elementare e media inferiore.

1994, 43 p., ill. b/n, € 1,30.

Le raccolte etnologiche dell'Amazzonia

Per la scuola elementare e media inferiore.

1998, 60 p., ill. b/n, € 2,60.

Modena sottosopra

Percorso sull'età romana per la scuola elementare e media inferiore. 1999, 68 p., ill. b/n, € 2,60.

Parco archeologico e Museo all'aperto della Terramara di Montale

Per la scuola elementare e media inferiore. 2004, 40 p., ill. b/n, € 2,60.

 

CITAZIONI

Schede sul Museo Civico Archeologico Etnologico sono presenti nei seguenti siti web:

Sistema museale della Provincia di Modena www.museimodenesi.it/musei

IBC, Musei dell'Emilia Romagna www.ibc.regione.emilia-romagna.it

 

1964

Benedetti B., Problemi e prospettive per un riordinamento delle raccolte paletnologiche del Museo Civico di Modena, in Emilia Preromana 5, 1965, pp. 375-385

 

s.d .(1965)

Benedetti B., Civiltà preistoriche e protostoriche del Modenese, catalogo della mostra, Modena 1965

 

1970

Benedetti B., Attività promozionali del Museo Archeologico di Modena: la cassetta didattica, Modena 1970,

 

1976

Armandi M. Canova M., Nasi D., Sperimentazione programmata per la scuola dell'obbligo, in “Mondo Archeologico”, n.7. Settembre 1976, pp. 56-58

Armandi M., Canova M., Nasi D., Il Museo come Scuola. Ipotesi per l'avvio di un servizio educativo permanente, in “Quaderni Modenesi”, I, n. 10, 1976

 

1980

Baldini A., Materiali per una storia del Museo Civico di Modena, in “Prospettiva”, XXIII,  1980, pp. 45-57

 

1981-82

Vitali D., Sul Museo Civico Archeologico di Modena, in EP, 9-10, 1982-82, p.315 ss.

A. Gelli, Il Palazzo dei Musei – indagine preliminare al restauro statico e al risanamento igienico, Modena 1982

 

1982

Buzzoni, P.G. Castagnoli, M. Ferretti, P. Fossati, S. Settis, Proposte per un riordino dei Musei Civici di Modena, 1983. Tale proposta era stata preceduta da un’analisi strutturale del Palazzo a cura di A. Gelli (A. Gelli, Il Palazzo dei Musei – indagine preliminare al restauro statico e al risanamento igienico, Modena 1982).

Pulini I., Il Collezionismo peruvianistico a Modena e le migrazioni italiane in Perù, in G. Massa (ed.), Paesi Mediterranei e America Latina, Roma 1982, p. 56 ss.

 

1983

Cardarelli A. Il Museo Civico di Modena e la ricerca archeologica nel Modenese, in Centuriazione Modena 1983, p. 11 ss.

 

1984

Cardarelli A., La formazione del Museo Civico e gli studi di paletnologia a Modena, in Bologna 1984, pp. 499-509

 

1985

Cardarelli A, Pulini I., Il metodo comparativo e l'origine dei Musei preistorico-etnografici in Europa, in Dialoghi di  Archeolgia, s. III, 1, pp. 71-89

Pulini I., Gli studi di antropologia, etnologia e preistoria a Modena nella seconda metà dell'Ottocento, in Mantegazza e il suo tempo, atti del convegno (Firenze 1984), “Antropologia Contemporanea”, 8, 1, pp. 31-38

 

1986

F. Stagi, L’Albergo delle Arti, ora Palazzo dei Musei ed Ospedale Estense, Dossier n. 1 / Analisi, 1986.

Sul riordino a medio termine dei Musei Civici e sugli interventi strutturali al Palazzo dei Musei cfr. Il riordino dei musei civici. Prima relazione sulla riapertura: metodologia, studi, progetti (a cura del Comune di Modena - Assessorato alla Cultura, Assessorato ai Lavori Pubblici, Musei Civici), Modena, febbraio 1987.

 

1987

Cardarelli A., Modena. I difficili equilibri di un museo ultracentenario, in “UMUS”, n.6, maggio-giugno, 1987, pp. 91-92

 

1989

I. Pulini, Luigi Bompani: an Italian collector in Brazil during the first half of the XIX century, in Museologia Scientifica, anno VI, n, 1-4, 1989, p. 225 ss.

 

1990

I. Pulini,  Una proposta per lo studio dei tessuti precolombiani: il catalogo della collezione del Museo Civico di Modena, in Le collezioni Civiche di tessuti, conservazione, esposizione, catalogazione, Bologna 1990

Righi Guerzoni L., Riaprono le sale del Museo Civico, in “Modena Mondo, II, n. 3, marzo 1990, pp. 40-43

 

1991

Pagella E., Tutto in un Museo. Il Palazzo dei Musei a Modena: un progetto ottocentesco per le raccolte cittadine, in “IBC Informazioni”, n.s. VI, n. 6, 1991, pp. 25-27

 

1992

I. Pulini, Ornamenti plumari dell’Amazzonia nella collezione di Luigi Bompani, in Due mondi a confronto. I segni della storia, Genova 1992, p. 231 ss.

 

1993

Baricchi W., Musei Civici, in Modena e provincia, (Guide d'Italia), Touring Club Italiano, Milano 1993, pp. 52-53

I. Pulini, Musei etnografici, in L’Arte (critica e conservazione). Enciclopedia tematica aperta, Jaca Book, Milano 1993, pp. 342-345.

 

1994

C. Kutsch, I. Pulini, Le raccolte etnologiche del Museo Archeologico Etnologico di Modena: dal restauro conservativo all’esposizione, in Restauro di Strumenti e Materiali, scienza, Musica, Etnografia, Firenze, 1993, p. 165 ss.

 

2000

Pulini, “Tejidos policromos con fondo rojo”: una tradicion textil de la costa central peruana entre finales de Horizonte Medioy principio del Periodo Intermedio Tardio, Actas de la I jornada internacional sobre textiles precolombinos, Barcelona, 2000, p. 110 ss.

 

2003

Belloi P., Colombini E., Guida di Modena, II ed. Modena 2003, pp. 190-193; 214-235

A.Cardarelli, I. Pulini, C. Zanasi, Italienische Bronzezeit lebendig gemacht. Ein Park fur die Terramare von Montale, in Plattform, 11/12, 2002-2003, p. 117 ss.

 

2005

Musei Civici. schede in I luoghi delle idee. Musei e raccolte della provincia di Modena, Modena  2005, pp. 6-11

 

RIFLESSIONI PUBBLICHE A CARATTERE METODOLOGICO

Per quanto riguarda i dibattito degli inizi degli anni ’80 sul futuro dei musei modenesi si rimanda all’allegato 1.

1995 (14 novembre) Tutela archeologica e Pianificazione Territoriale: giornata di presentazione del “Progetto Mutina. Carta archeologica informatizzata del territorio modenese” Teatro della Fondazione S. Carlo. Presentazione del sistema informatizzato di gestione della carta archeologica di Modena come strumento di supporto ad una programmazione intelligente dello svipuppo del territorio. Interventi di Andrea Cardarelli, Carla Ferrari, Giovanni Cerfogli, Nicoletta Giordani, Giovanni Azzena, Antonio Gottarelli, Antonio Mucci. Tavola rotonda con la la partecipazione di Stefano de Caro, Vezio Emilio De Lucia, Pier Giovanni Guzzo, Italo Insolera, Luigi Malnati, Paolo Sommella.

 

MODELLI ED ESPERIENZE DI RIFERIMENTO

 - Il dibattito sui musei civivi e sui musei di ente locale portato avanti in aprticolare nell’ambito dell’International Council of Museums (ICOM), e dell’Istituto Per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna

- Per quanto riguarda il parco di Montale e ai modelli di riferimento per i Parchi archeologici si rimanda al punto II .4.

 

PAROLE CHIAVE

beni culturali – archeologia –etnologia –preistoria –ricerca –divulgazione -didattica-valorizzazione – museologia – rapporto con città e territorio

 

 


[1]         Si veda scheda in appendice a cura di Giorgio Cervetti

lapidario2
dettagli