Proporre / Voci a confronto
Duemila Chilometri a sud

Oggi mettiamo a confronto due uomini, due professionisti accumunati da uno spiccato "sguardo in avanti". Andrea, quarantenne modenese dal 1998 in Germania, e Raffaele, grafico, che da Cosenza è venuto a vivere a Modena. Due voci pungenti, sagaci e anche molto divertenti!

Buona lettura!

La voce di Andrea

1)    Se ti dico “Modena”, la prima parola che ti viene in mente è:

Uups! Una parola sola non mi viene in mente…mi viene in mente Largo Porta Bologna visto da est

2)   Cosa sanno di Modena nel luogo in cui vivi?
90% aceto balsamico. 9% Ferrari. 1% Pavarotti. E quasi tutti dicono Modéna.

3)  
Cosa ti manca di Modena nel luogo in cui vivi ora?
Alcuni odori, soprattutto d'autunno. E alcune persone.

4)    Cosa credi che ci sia di Modena in te?
Ho una domanda di riserva? Non lo so, davvero. O non lo voglio sapere…

5)    Cosa ti piacerebbe portare a Modena delle esperienze che hai visto o vissuto in altri contesti?
Molte cose. Una diversa idea di condivisione degli spazi, un diverso utilizzo del territorio, una maggior decisione nelle politiche di mobilità ciclabile, una maggior disponibilità della gente a pensare "in avanti". Ma erano modi di pensare, in realtà, che erano molto presenti 20-30 anni fa, se ricordo bene…

6)    Faresti crescere i tuoi figli in questa città? Perché?
A costo di sembrare arrogante, no, sinceramente no. Ho sentito dire che a Modena le scuole elementari non lasciano uscire i bambini se non sono raccolti (come si dirà?) da un adulto e che anche nelle scuole medie, i ragazzi quasi mai vanno a scuola da soli. Pazzesco! Ma cosa è successo a questa città in questi ultimi 15 anni??? Certo, se la maggior parte degli automobilisti non si ferma alle strisce pedonali, è difficile fare il "salto di qualità"; ma io ho l'impressione che non ci sia un vero e proprio interesse – al di là di singole lodevolissime iniziative – di rendere normale quello che era normale fino a pochi anni fa e che è normale in tutta Europa. Che i bambini abbiano un rapporto con la città e con lo spazio da esseri umani e non da pacchi postali. I bambini devono essere messi in condizioni di andare a scuola, ai parchi giochi, dagli amici, da soli a piedi dai 7-8 anni. E a questo obiettivo, devono concorrere tutti: famiglie, scuole, amministratori.

7)    Potresti citare i 3 luoghi/eventi/iniziative più rappresentative della vita culturale contemporanea modenese?

Ehm…senza guardare su google? Festival della Filosofia, Festa dell'Unità (si chiama ancora così?), ehm…i Cortili non ci sono più vero?

8)    Modena tra 20 anni...
Penso positivo: Nessun aumento della superficie costruita. Dimezzamento dei viaggi in automobile, raddoppio di quelli a piedi, in bicicletta e in mezzi pubblici. Centro storico veramente pedonale, limite dei 30 all'ora, percorsi preferenziali per biciclette. Molti bambini da coppie miste, con uno dei genitori immigrato. Ritorno ad una filiera agricolo-gastronomica a chilometro zero. Economia basata soprattutto sui nuovi saperi, energie rinnovabili, cultura. Riduzione di una crescita basata sul materiale, sull'usa e getta.  Preciso che non è fantascienza, ma semplicemente quello che stanno facendo la maggior parte delle città europee a nord delle Alpi.
 
9)  Tu tra 20 anni...

No. (Visto che su Modena ho dato una risposta piena di quantificazioni - dimezzamento, riduzione, aumento, etc…- evito accuratamente di applicare su di me parametri del genere)


La voce di Raffaele

1)    Se ti dico “Modena”, la prima parola che ti viene in mente è:

Mutina! Ammetto che la mia risposta sembra scontata, ma adoro i giochi di parole e mi diverte molto che una città chiassosa e rumorosa come Modena, abbia nel suo nome un riferimento, anche solo per assonanza, al silenzio.

2)   Cosa sapevi di Modena prima di venire a vivere qui? 

Diciamo innanzitutto che Modena non è una scelta, ma un caso, ho incontrato questa città di cui non conoscevo molto per una serie di combinazioni e di casualità.

Conoscevo la Ferrari, la Maserati, la Lamborghini, la Pagani, la De Tomaso.

Conoscevo Andrea Chiesi, perché avevo studiato le sue opere al corso di Arte Contemporanea, Antonio Begarelli, Guido Mazzoni, Caterina Caselli, Luciano Pavarotti, Bonvi, la Galleria Mazzoli, Arrigo Levi, Marco Biagi, Ciro Menotti, Jacopo Barozzi e la gustosissima torta a lui dedicata! Ludovico Antonio Muratori, Alessandro Tassoni e la Secchia rapita, conoscevo il Panaro e tutti gli affluenti del Po.

Avevo comunque in mente una città di provincia, inserita nel territorio emiliano descritto nelle canzoni di Guccini, di abitudini legate alla cultura del buon cibo, conoscevo una terra accogliente e ospitale immersa nella nebbia, stereotipi e mezze verità (?) Conoscevo una città rossa, partigiana e democratica, forse confondendola con la Brescello di Guareschi, che preserva i valori su cui si fonda la nostra Costituzione. Immaginavo una città piena di musica rock, di Vasco, di Modena City Ramblers, spazi per i giovani, feste dell’Unità e sedi Arci, conoscevo il Vox, anche se è a Nonantola, ma si fa sempre confusione quando si pensa a luoghi lontani.

La mia partenza è stata organizzata in gran fretta, il treno partiva alle 18,00 da Paola ed era domenica, l’indomani avrei affrontato il mio primo giorno di lavoro modenese, ma sapevo che sarei andato in una città in cui i figli sono impiegati nelle fabbriche e i nonni ancora con un piede in campagna, sapevo che sarei andato in una città che integra lo straniero con il lavoro, di tutte queste aspettative alcune si sono dimostrate verità, altre troppo ingenue per potersi rappresentare nella realtà.


3)   Cosa ti manca a Modena del luogo da cui provieni?
Questa domanda m’imbarazza, ammettere che mi manca qualcosa potrebbe essere interpretato come irriconoscenza verso la città che mi ospita, oppure se esagerassi nell’essere nostalgico potrei manifestare una saudade che non rappresenta il mio essere pragmatico. Potrei rispondere elencandovi le belle cose che ho lasciato nella mia città: Cosenza ha radici antiche che affondano nella leggenda di Ercole. Si racconta che suo figlio Brettio ristabilì la pace tra le popolazioni di Itali che vivevano nella Valle del Crati, che queste fondarono la città attribuendole il nome di Consentia capitale di tutte le città della Magna Grecia in Calabria […]. Vi invito a fare un viaggio anche virtuale, per scoprire una città che sono sicuro non conoscete come merita. Per restare nell’ambito della domanda risponderò semplicemente che mi mancano gli amici con cui ho condiviso l’adolescenza, tutto qui.

4)    Cosa credi che ci sia di Modena in te?
Una città non è viva se resta un cumulo di mattoni nei quali troviamo rifugio, preferisco ribaltare la domanda e pensare che Modena gode anche del mio contributo, c’è qualcosa di me in questa città.

5)    Cosa ti piacerebbe portare a Modena delle esperienze che hai visto o vissuto in altri contesti?
Penso che questa città abbia una grande mancanza, forse legata all’egoismo del benessere, ma sento che vive poco le piazze, penso che per ritrovarsi non sia sufficiente vedersi in un bar per l’aperitivo il mercoledì sera e in un ristorante per la cena di sabato mentre si discute di lavoro per darsi un tono.
Vengo da una città che fa della piazza il luogo pubblico per eccellenza, la Vita passa di la, non immaginate però un ritrovo per sfaticati che aspettano l’ora di cena per tornare a casa dalla moglie, ma una Agorà a servizio della comunità, uno spazio aperto in cui tutti i ceti sociali convivono, si raccontano e si confrontano, attraverso una narrazione pubblica non scritta, che però rappresenta e fa viva l’anima di quel luogo.

6)    Faresti crescere i tuoi figli in questa città? Perché?
Modena è una città accogliente, vivo e lavoro qui, ma spero che i miei figli possano vivere felici come cittadini del mondo, essere liberi di muoversi e stabilire la loro vita in un luogo che scelgono, di restare o andar via, così come ho potuto fare io, ma non mi dispiacerebbe se ricordassero che le loro origini sono altrove, miste, meticce, utilmente delocalizzate. Comunque mi piacerebbe che avessero presente che in fondo la terra in cui si nasce non la si sceglie, ma è pur sempre (chissà perché) la tua casa, vale per me e varrà anche per loro!

7)    Potresti citare i 3 luoghi/eventi/iniziative più rappresentative della vita culturale contemporanea modenese?
Faccio un severo elenco, perché immagino che siano cose conosciute e mi limito a tre giusto per restare nella domanda:
- Festival Filosofia
- Fondazione Fotografia
- Il sistema delle Biblioteche della città

8)    Modena tra 20 anni...
La immagino con un sindaco di origini senegalesi (yes wi can), piena di bici e di bambini di tutti i colori che mangiano i ciccioli, la Torta Barozzi, il couscous e gli involtini primavera.
 
9)  Tu tra 20 anni...
A cavallo di un razzo, destinazione Luna!

 

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Per saperne di più su Raffaele:
Sono nato a Cosenza, nell’estate del 1975 e risiedo a Modena dal 2003, attualmente abito in via San Giovanni Bosco 166, al terzo piano con ascensore, proprio sopra il ristorante Chinatown.

Dal 2008 sono socio professionista di AIAP, l’associazione italiana dei progettisti per la comunicazione visiva.
Mi occupo da sempre di fare arte, come organizzatore di eventi o come protagonista presentando i miei lavori, tanto che la tesi con la quale ho concluso i miei studi universitari verteva su un argomento che mi appassiona tutt’ora: La giovane arte a Milano tra gli anni ottanta e novanta.

A Modena ho lavorato in diversi studi occupandomi sempre di progettazione grafica, packaging, multimedia e comunicazione aziendale, ma la mia formazione professionale risale alla collaborazione con lo studio LaCosa srl di Cosenza.

Nel 2005, complice Paolo Credi, ho fondato Heidi comunicazione srl di cui sono Art-director, le mie mansioni principali riguardano la progettazione e la direzione creativa.