Proporre / Voci a confronto
Voglia di comunicare tra Italia e Palestina

Questa volta tocca a due giovani professioniste, accumunate dalla voglia di inseguire i propri sogni e da una incredibile tenacia. Maria Chiara ha 27 anni e ha sempre desiderato fare la giornalista. Dopo gli studi a Modena, la laurea tra Bologna e Parigi ed alcune esperienze di volontariato all'estero, ora è Dottoranda in Storia e pendolare tra Istraele e Palestina, dove il sogno del giornalismo è diventato realtà. Caterina, 29 anni, copywriter, blogger e progettista a Intersezione, agenzia di comunicazione e web di Modena, è approdata nella nostra città dopo aver girato diverse altri contesti italiani, come Ferrara e Torino.

La voce di Maria Chiara

1)    Se ti dico “Modena”, la prima parola che ti viene in mente è:

“Modena, stazione di Modena. Per Carpi, Suzzara, Mantova si cambia”

2)   Cosa sanno di Modena nel luogo in cui vivi?
Nulla, ma la triade Ferrari-Pavarotti-aceto balsamico sgombra alcuni punti interrogativi

3)  
Cosa ti manca di Modena nel luogo in cui vivi ora?
Le piste ciclabili, la biblioteca Delfini e piazza della Pomposa

4)    Cosa credi che ci sia di Modena in te?
Il provincialismo emiliano, ma anche il gusto per il lavoro di squadra. Una certa etica del dovere  un po' cattolica e un po' no e la passione per la politica. Ma anche la difficoltà di riconoscersi – e definirsi – dopo tanti cambiamenti avvenuti negli ultimi anni.

5)    Cosa ti piacerebbe portare a Modena delle esperienze che hai visto o vissuto in altri contesti?
Sicuramente l'ospitalità e l'accoglienza araba, insieme alla possibilità concreta di sentirsi autonomi e di realizzare una vita individuale e di famiglia che ho respirato durante i miei studi in Francia.

6)    Faresti crescere i tuoi figli in questa città? Perché?
Sì, anche se la ragione principale è legata al fatto che la mia famiglia vive a Modena, ancor più che a un preciso desiderio personale. La città offre una buona rete di servizi, ma certamente non abbastanza pensando a due genitori dal lavoro precario come saremo molto probabilmente io e il mio compagno.

7)    Potresti citare i 3 luoghi/eventi/iniziative più rappresentative della vita culturale contemporanea modenese?

Scelgo quelli che preferisco e non i più seguiti: festival della poesia, gli spettacoli delle scuole nei teatri della città e – ahimé, questo non esiste più – il settembre di eventi in Piazza Matteotti legati a Sud del mondo e stili di vita responsabili

8)    Modena tra 20 anni...
Spero più realmente multiculturale, aperta e attenta. Guidata da una politica che rinuncia alla retorica di parole come sinergia, eccellenza e progetto, ma che le vive e assume nelle prassi quotidiane.
 
9)  Tu tra 20 anni...

Mi auguro che l'“io” faccia posto a un “noi” a livello privato e lavorativo. Continuando a viaggiare ma sentendomi di nuovo a casa nella mia città.


La voce di Caterina

1)    Se ti dico “Modena”, la prima parola che ti viene in mente è:

Esplorazione… un luogo da esplorare continuamente.

2)   Cosa sapevi di Modena prima di venire a vivere qui? 
Prima di arrivare a Modena in pianta stabile sapevo che era una città medio-piccola, vitale, abbastanza giovane, con diverse contraddizioni. Mi sembrava un luogo non curato dal punto di vista del "passeggiare per le strade", con uno strano centro un po’ svuotato e un modo particolare di vivere la periferia. Conoscevo Modena per una forte identità politica e un’ottima rete di servizi al cittadino, con molte occasioni di cultura alta e partecipata, molto spesso gratuita. Ma anche una città dalle potenzialità inespresse. Cose che in parte, dopo due anni, penso ancora.

3)   Cosa ti manca a Modena del luogo da cui provieni?
Ho vissuto in diverse città: Ferrara, Bologna, Firenze e Torino. Di Ferrara mi manca la bellezza architettonica e del verde pubblico, di Bologna lo stile di vita universitario, di Torino la vitalità culturale, la dimensione europea e il numero di locali, di luoghi nascosti, di rinascita e di recupero da quello che veniva espresso con “grigio Torino”. Tanto più penso che anche Modena può fare il salto di qualità.

4)    Cosa credi che ci sia di Modena in te?
In me ci sono i legami affettivi, il progetto professionale, i luoghi che giorno dopo giorno tessono tra di loro una rete sempre più salda, e che hanno in Modena scenario e crocevia.

5)    Cosa ti piacerebbe portare a Modena delle esperienze che hai visto o vissuto in altri contesti?
Modena dovrebbe fare il salto in alto (e anche in lungo già che ci siamo...), sganciandosi dal rischio di un provincialismo e un dato per scontato che ha portato debolezza identitaria in molte città italiane. Dovrebbe aprirsi all’Europa, rivoluzionare il centro, il concetto di arredo urbano e di arte pubblica, perseverare nel favorire la partecipazione, la cittadinanza attiva, la meritocrazia, l’integrazione, la qualità dell’offerta culturale. Modena pensa ancora troppo in piccolo.

6)    Faresti crescere i tuoi figli in questa città? Perché?
Se questa domanda vuole indagare il mio grado di proiezione nel futuro e il mio grado di speranza rispetto al territorio, la mia risposta è si; ma Modena è in Italia e il grado di precarietà per i giovani è talmente forte che non riesco a dare un feedback preciso.

7)    Potresti citare i 3 luoghi/eventi/iniziative più rappresentative della vita culturale contemporanea modenese?
Il Festival della Filosofia; Palazzo Santa Margherita come contenitore di più tesori; l’Ex-Ospedale Sant’Agostino per quello che è e per quello che può diventare.

8)    Modena tra 20 anni...
Modena tra 20 anni implica anche l’Italia tra 20 anni… Davvero una domanda difficile, a cui posso rispondere con un auspicio: una città più bella, più integrata, più vitale, piena di gente, di progetti, di percorsi da esplorare, collegata al resto del mondo: una città di cui andare fieri.
 
9)  Tu tra 20 anni...
Tra 20 anni spero di essere stata in grado di partecipare attivamente al miglioramento di questa città, e con delle belle, autentiche soddisfazioni. A volte si tratta di incontrare le persone giuste. Anzi, sempre.

 

betlemmemuro2
dettagli
bibliografia

immagine di Don Tommaso, tratta da www.flickr.it